Smog: parte lo studio sulla salute dei bambini in 5 citta’ italiane

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Smog e bambini: sono già evidenti molti degli effetti che l’inquinamento provoca sui più piccoli, ma ora, grazie a un nuovo progetto, 1000 bimbi italiani saranno monitorati per verificare le conseguenze effettive dello smog sulla loro salute. E prendere, una volta per tutte, le opportune misure.

Il progetto fa parte di una ricerca europea MAPEC-LIFE (Monitoring Air Pollution Effects on Children for supporting public health policy), approvato dalla Commissione Europea.

In Europa i morti da smog sono 10 volte quelli su strada, ma a crescere drammaticamente sono le malattie causate dallo smog nei bambini, che vanno dalle allergie respiratorie alle irritazioni oculari, fino alle patologie legate all’inquinamento industriale, come l’accumulo di piombo nel sangue dei più piccini, e a diversi tipi di tumore.

Lo studio mira a prendere in esame e ad analizzare lo stato di salute e lo stile di vita di 1000 bambini, tra i 6 e gli 8 anni, di cinque città italiane (Torino, Brescia, Pisa, Perugia e Lecce) con un obiettivo principale: approfondire l’associazione tra la concentrazione di alcuni inquinanti atmosferici, come il particolato fine (PM10 e PM 0.5), ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), nitroIPA e altri, e alcuni marcatori di effetto biologico precoce, attraverso test specifici di laboratorio che rilevano la presenza di eventuali danni al Dna nelle cellule della mucosa della bocca di bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni.

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Foto: John Ciaburri

Non solo: l’analisi metterà in conto anche altri fattori che possono aumentare o diminuire l’effetto biologico dell’inquinamento atmosferico. Tra questi compare l’inquinamento indoor, soprattutto quello tra le quattro mura domestiche, compresa l’esposizione al fumo di sigaretta, alcuni aspetti degli stili di vita, come le abitudini alimentari. Duecento bambini per ogni città, ciascuna caratterizzate da diversi livelli di inquinamento dell’aria, saranno tenuti sotto osservazione sia in inverno che in estate.

Il progetto è stato presentato da Gianmaria Ajani, rettore dell’Università di Torino, che parteciperà alla ricerca assieme all’Università di Brescia (coordinatore), Comune e Centro Servizi Multisettoriale e Tecnologico di Brescia, Università di Perugia, di Pisa e del Salento.

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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