Smartphone e tablet mai prima dei 2 anni. Parola dei pediatri

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Niente cellulari ai bambini. Se c’è ancora necessità di rimarcarlo, interviene questa volta la Società italiana di pediatria, che pubblica un documento ufficiale sull’utilizzo di cellulari e altri dispositivi elettronici tra 0 a 8 anni di età ed esorta a limitarne l’utilizzo.

Vietato l’uso di smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire. È il monito che arriva dai pediatri italiani, che hanno analizzato le conseguenze dell’esposizione ai dispositivi mobili soprattutto nei bambini in età prescolare.

Un report che arriva dopo che già molti studi si sono concentrati sugli effetti negativi di un’esposizione precoce e prolungata alla tecnologia digitale sui più piccoli, dalla gobba da smartphone e spina dorsale ricurva a uno sviluppo emotivo inadeguato. Troppi bambini, oggi, hanno a disposizione tablet e smartphone senza alcun freno, e ciò può non solo interferire con la loro crescita, ma anche con il loro apprendimento, il benessere, il sonno, la vista, l’udito e le relazioni sociali.

Così, mentre in Francia si vietano i cellulari in classe, i pediatri italiani esortano nelle loro linee guida pubblicate sull’Italian Journal of Pediatrics di limitarne l’uso a massimo un’ora al giorno per i bambini tra i 2 e i 5 anni e al massimo due ore al giorno per quelli tra i 5 e gli 8 anni.

In Italia, 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno già usare il cellulare dei genitori, il cui 30% utilizza proprio lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, mentre il 70% al secondo anno. Il documento sconsiglia, inoltre, programmi con contenuti violenti e soprattutto ribadisce il “no” al cellulare “pacificatore”.

Nessuna criminalizzazione delle tecnologie digitali, ma come pediatri che hanno a cuore la salute psicofisica dei bambini non possiamo trascurare i rischi documentati di un’esposizione precoce e prolungata a smartphone e tablet – spiega Alberto Villani, il presidente della Società italiana di pediatria. Numerose sono le evidenze scientifiche sulle interazioni con lo sviluppo neuro-cognitivo, il sonno, la vista, l’udito, le funzioni metaboliche, le relazioni genitori-figli”.

Pensateci: i cellulari distraggono la diade genitori-figli dalle interazioni faccia a faccia, avendo un grande impatto nello sviluppo cognitivo, linguistico e emotivo. E non solo: tra gli effetti collaterali degli smartphone, c’è un totale estraniamento dei piccoli dalla realtà, perché i genitori spesso danno loro dei dispositivi quando fanno le faccende di casa, per tenerli calmi nei luoghi pubblici, durante i pasti o anche prima di coricarsi come se fossero dei ciucci.

Quel che auspicano allora i pediatri è di porre dei limiti ai piccoli e trovare dei modi alternativi per intrattenerli e calmarli. Dovremmo essere prima noi genitori a dare il buon esempio, limitando l’uso, perché, lo sappiamo bene, i bambini sono grandi imitatori. Esortiamoci a fare altro e, insieme a loro, scopriamo il mondo lontani da uno schermo!

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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