Perché la legge sui seggiolini anti-abbandono è una follia. La petizione che vuole fermarla

Seggiolini anti abbandono

Dopo le tante polemiche sulla legge che obbliga a dotarsi di seggiolini anti-abbandono, approvata con mesi di ritardo ma immediatamente resa attiva, adesso arriva anche una petizione che chiede addirittura di abolirla! Ecco perché…

Da ieri è attiva una petizione indirizzata al Ministero dell’Interno, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “la follia della legge – stop antiabbandono” che chiede l’abrogazione della legge “anti-abbandono“ (Legge 117 del 2018, articolo 172 del nuovo codice della strada).

Due punti importanti e forse poco discussi della questione vengono messi in luce da questa petizione. Si tratta del fatto che l’incidenza delle morti per dimenticanza in auto è davvero molto bassa ma anche che non si conoscono gli effetti di questi dispositivi elettromagnetici sui bambini (c’è da considerare che sono posti a distanza ravvicinata e, nel caso di lunghi viaggi in auto, si parla di un’esposizione prolungata).

Si parte ovviamente dalla premessa che nessun bambino dovrebbe morire in auto, tanto meno per una disattenzione dei genitori ma, come si legge:

“pensare che un’intera generazione di bambini, debba fare affidamento sulla efficienza di sensori elettromagnetici senza conoscerne le possibili conseguenze negative sulla salute è da irresponsabili!”

petizione-seggiolini-antiabbandono

Si passa poi ai dati, la legge è stata fatta per salvare la vita ai bambini dimenticati in auto. Giusto, ma quanto è frequente questa drammatica eventualità? Si parla di 8 bambini nell’arco di 20 anni (dal 1998 al 2018)! Ci si chiede dunque se la legge sia fatta davvero per tutelare la loro vita oppure per fini meramente economici.

Vi è poi, come già preannunciato, il possibile impatto sulla salute di questi dispositivi. Che conseguenze hanno Bluetooth, Wi-Fi e altre radiazioni su neonati e bambini che vi vengono quotidianamente esposti? Come ricorda la petizione, numerosi report scientifici cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’inquinamento elettromagnetico, suggerendo di evitare l’esposizione soprattutto nel caso di donne incinte e bambini.

Seggiolini e dispositivi anti-abbandono, invece, costringono ad un contatto diretto tra il bambino e le onde elettromagnetiche. I rischi di un’esposizione continuata potrebbero essere addirittura infertilità e tumori al basso ventre, problemi che già si riscontrano più frequentemente che in passato. Ovviamente non ci sono studi che possano confermare la pericolosità di tali dispositivi ma, nell’eventualità, chi ha lanciato la petizione ci fa riflettere sul fatto che forse sarebbe meglio non rischiare proprio sulla salute dei più piccoli.

Ultimo punto, ma non per importanza, è il fatto che questa legge, purtroppo, non affronta il problema alla radice ossia la fatica dei genitori alle prese con lavoro, gestione della famiglia e quant’altro, sempre più stressati, con pochi aiuti e di conseguenza a maggior rischio black out anche quando si tratta dei propri figli.

“Purtroppo non è escluso che in futuro dei bambini vengano ancora dimenticati in auto, perché la politica familiare e le precarie circostanze in cui tante famiglie sono costrette a vivere peggioreranno ulteriormente la situazione (vedasi le circostanze che hanno portato a dimenticare i bambini in auto). Questa legge pertanto non risolverà il problema, in quanto le leggi e i sistemi come questi abitueranno le persone a non riflettere più e con il tempo perderanno l’autocontrollo perché si affideranno sempre maggiormente alle tecnologie e non più a se stessi”.

Effettivamente, a guardarla bene, questa legge è parecchio discutibile e probabilmente sarebbe meglio trovare mezzi più efficaci per alleggerire il carico delle famiglie (a vantaggio anche e soprattutto dei bambini), piuttosto che costringere ad acquistare un dispositivo!

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Francesca Biagioli

Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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