Addio polistirolo, e i rifiuti della mensa scolastica diventano arte

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Un’opera d’arte realizzata con i rifiuti della mensa, una campagna a favore di scelte più eco-friendly, il divieto utilizzo di vaschette per alimenti in polistirolo a scuola. Grazie a un agguerrito gruppo di giovanissimi studenti, al Los Angeles Unified School District è finita l’era dell’onnipresente schiuma di polistirene espanso, comunemente conosciuta come polistirolo, un materiale plastico leggero considerato una delle maggiori cause dell’inquinamento degli oceani e delle spiagge.

Tutto è iniziato due anni e mezzo fa, quando i ragazzi hanno partecipato a un programma di educazione ambientale, grazie al quale hanno potuto vedere con i loro occhi come la maggior parte dei loro rifiuti non potesse essere riciclato, spesso perché non pulito, come il polistirene comunemente utilizzato per i vassoi nella loro scuola. Gli studenti hanno così contato il numero di vassoi di polistirolo che, alla fine del loro pranzo, finivano nelle discariche in un solo giorno a scuola, finendo per creare un lungo serpentone di vassoi, una scultura che mostrava chiaramente l’imbarazzante quantità di rifiuti prodotta quotidianamente.

La quantità di polistirolo utilizzato era così scioccante che i ragazzi hanno cominciato a scrivere lettere ai dirigenti e ai membri del consiglio scolastico per vietare il materiale in tutte le 900 scuole del distretto, ottenendo man mano il supporto di genitori e membri delle comunità locali coinvolte. Da lì in poi non si sono più fermati. Fino ad oggi, perché ce l’hanno fatta, hanno vinto, rendendo il loro distretto scolastico il primo “polistirolo free” di tutti gli Stati Uniti. In una conferenza stampa il Preside John Deasy si è congratulato con gli studenti, spiegando di essere “incredibilmente orgoglioso” di loro per il successo contro il polistirolo.

polistirolo 2

Ora i vecchi e inquinanti vassoi sono stati sostituiti con materiali biodegradabili, ma l’obiettivo degli studenti è quello di avere invece un vassoio riutilizzabile, anche se non sarà possibile fin quando il campus non si doterà di una lavastoviglie per lavarli e sterilizzarli dopo l’uso. Gli studenti non hanno comunque intenzione di fermarsi, e continueranno, giurano loro, a intraprendere altre battaglie ambientaliste. Perché è così che si può fare la differenza e generare il cambiamento.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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