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Pfas nel latte materno: nuovo studio mostra una contaminazione universale e molto preoccupante

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Sostanze chimiche tossiche, nello specifico Pfas, sono state trovate in tutti i campioni di latte materno analizzati da un nuovo studio condotto negli Stati Uniti. Il problema della contaminazione da Pfas sembra dunque essere universale negli Usa e non solo.

Una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Environmental Science and Technology, ha voluto testare 50 campioni di latte materno per vedere se fossero contaminati da Pfas. Purtroppo le indagini hanno rilevato un problema abbastanza serio: tali sostanze chimiche tossiche, infatti, non solo sono state individuate in tutti i campioni testati ma i livelli erano altissimi, la concentrazione  variava da 52,0 a 1850 pg / mL con una concentrazione media  di 121 pg / mL, livelli ben superiori a quelli ritenuti sicuri per l’acqua (non esiste un parametro per il latte materno) dall’Environmental Working Group (EWG). 

Sono stati individuati 16 composti in totale. L’acido perfluoroottanesolfonico (PFOS) e l’acido perfluoroottanoico (PFOA) erano i Pfas più abbondanti nei campioni testati.

“Lo studio mostra che la contaminazione da Pfas del latte materno è probabilmente universale negli Stati Uniti e che queste sostanze chimiche nocive stanno contaminando quello che dovrebbe essere il cibo perfetto della natura” ha affermato Erika Schreder, coautrice dello studio e direttrice scientifica di Toxic Free Future.

studio pfas latte materno usa

@Environmental Science and Technology

I risultati “sono motivo di preoccupazione” ed evidenziano una potenziale minaccia per la salute dei neonati, affermano gli autori dello studio.

I Pfas sono una classe di circa 9.000 composti utilizzati per rendere resistenti all’acqua e alle macchie prodotti come imballaggi alimentari, abbigliamento e moquette. Negli Stati Uniti sono noti come “forever chemicals” perché non si decompongono naturalmente e si è scoperto che si accumulano nell’organismo umano.

I loro possibili effetti sono stati studiati da diverse ricerche che li hanno collegati a cancro, difetti alla nascita, malattie del fegato, malattie della tiroide, bassa conta degli spermatozoi e una serie di altri gravi problemi di salute.

I ricercatori dopo i risultati ottenuti, oltre ad esprimere preoccupazione, sottolineano anche un altro aspetto: i neonati sono difficili da studiare, quindi non esiste un’analisi approfondita di come i Pfas li possano influenzare. 

Ma Sheela Sathyanarayana, coautrice dello studio e pediatra dell’Università di Washington, ha fatto sapere che studi su bambini più grandi e adulti hanno collegato tali sostanze chimiche a disturbi ormonali e hanno suggerito che i Pfas danneggiano il sistema immunitario, il che potrebbe essere particolarmente problematico per i neonati, dato che il latte materno, tra le altre cose, rafforza proprio il loro sistema immunitario.

Lo studio è stato effettuato su un piccolo campione ma ha passato in rassegna diversi gruppi socioeconomici e geografici e la situazione si è mostrata in ogni caso preoccupante, sia pure ancora da approfondire.  

La ricerca, tra l’altro, ha anche analizzato i dati sul latte materno di tutto il mondo e ha scoperto che la frequenza di rilevamento dei Pfas è in aumento. Un problema diffuso e generalizzato, dunque, che dovremmo seriamente affrontare.

Come si possono difendere le donne incinte o che allattano

Gli autori raccomandano alle donne incinte o che allattano di proteggersi il più possibile evitando imballaggi alimentari da asporto, protezioni antimacchia, indumenti impermeabili che utilizzano Pfas e prodotti da cucina con Teflon o simili proprietà antiaderenti.

Fonti: Environmental Science and Technology / Safer Chemicals

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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