“Mio figlio ha paura di uscire di casa”. Aiutiamo i bambini a riscoprire la loro innata resilienza

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Durante questa fase 2, dopo il lockdown che ha costretto noi e soprattutto i bambini a stare chiusi in casa per molto tempo, potrebbe esser difficile riprendere la normalità che, nel caso dei più piccoli, è fatta soprattutto di gioco. Come superare la paura che molti di loro hanno di uscire e riappropriarsi degli spazi aperti? Ecco alcuni consigli in occasione della Giornata mondiale del gioco.

Vi abbiamo già parlato di un fenomeno tristemente noto come la “sindrome del capanna” o “del prigioniero”, ossia quella condizione che, dopo il lockdown, potrebbe non farci tornare molta voglia di uscire di casa.

Questa potrebbe colpire anche i più piccoli, molti dei quali sono stati duramente provati dalla quarantena e magari ora stanno manifestando un certo timore a riprendere la normalità fatta di passeggiate, incontri con i parenti, amici ed altri bambini.

Come aiutarli a riappropriarsi degli spazi esterni e della socialità che meritano, con un occhio sempre vigile alla sicurezza?

Ci fornisce dei consigli utili, proprio in occasione della Giornata del gioco che si celebra oggi 28 marzo, Save the Children.

E’ importante innanzitutto non privarsi del piacere di rincontrare le persone e ritornare ad un minimo di socialità, fondamentale anche (e forse soprattutto) per i più piccoli visto che per loro è anche occasione di esperienze e crescita. Naturalmente, dato che il virus non è ancora scomparso, dobbiamo prendere tutte le precauzioni del caso.

Il diritto al gioco e alla socialità

Il gioco per i bambini è un diritto, come sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, e la Giornata Mondiale del Gioco è nata proprio con lo scopo di ricordare a tutti l’importanza fondamentale di questo strumento che favorisce la corretta crescita psico-fisica dei più piccoli e sviluppa le loro capacità sociali e relazionali.

Se poi si gioca all’aria aperta è ancora meglio, ai benefici del gioco si unisce infatti la possibilità di godere del sole, di ampi spazi, del verde e, possibilmente, anche di aria pulita.

Ma passiamo ai veri e propri consigli per giocare all’aria aperta in sicurezza, mettendo da parte ansia e paura, forniti dalla psicologa specializzata in interventi d’emergenza di Save the Children, Erika Russo.

Se il bambino ha paura di uscire di casa

Anche una semplice passeggiata in questo contesto potrebbe incutere paura nei bambini. Importante allora che i genitori decidano insieme a loro la meta della passeggiata, facendogli scegliere un luogo famigliare che possa farli sentire a loro agio,  evitando invece indicazioni incerte come un vago “usciamo a fare una passeggiata”. Meglio descrivere al contrario un luogo preciso che già conoscono, per rassicurarli al massimo e in questo modo abbassare il loro livello di ansia.

Giocare con gli altri bambini in sicurezza

Questo è un altro punto critico, dato che i bambini tendono ad essere molto affettuosi tra di loro e a non pensare minimamente a mantenere le distanze, ora invece necessarie. Si può allora preventivamente proporre ai più piccoli giochi che, già di per sé, permettano di mantenere le distanze come può essere giocare a palla, fare gare di corsa, andare in bicicletta, ecc. A metà tra gioco e attività fisica, queste sono tutte ottime scelte per recuperare le relazioni ma anche tutelare la sicurezza.

La mascherina e il lavaggio delle mani

Fino a 6 anni la mascherina non è obbligatoria ma per i bambini più grandicelli, negli spazi chiusi e ogni volta che non si può mantenere la distanza minima di 1 metro, va utilizzata. Ma come fargli accettare questo oggetto fino a pochi mesi fa a loro del tutto sconosciuto? Anche in questo caso, in aiuto dei genitori può venire il gioco, si può ad esempio scegliere di abbellire o colorare la mascherina, acquistare per i bambini quelle più fantasiose, magari con sopra stampato un personaggio che loro amano. In questo modo saranno più invogliati ad indossarle quando serve.

Sempre come un gioco può essere preso il gesto, ora più che mai importante, di lavarsi le mani. Questo può essere accompagnato da canzoncine o filastrocche che renderanno un banalissimo lavaggio qualcosa di più divertente.

E le conseguenze psicologiche?

Tanti genitori ed educatori già da tempo riflettono preoccupati su quali saranno le conseguenze psicologiche di questa pandemia sui più piccoli. Di fatto al momento non lo sappiamo e le scopriremo solo con il tempo.

La psicologa di Save the Children, nonostante non minimizzi l’impatto sulle nostre vite e su quelle dei bambini dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, in qualche modo ci rassicura:

“ricordiamoci sempre che i bambini hanno un’enorme capacità di resilienza, risposta e adattamento alle condizioni critiche. Se supportati adeguatamente da noi adulti di riferimento avranno enormi capacità di superare questa fase così complessa senza gravi conseguenze. Il gioco è un ottimo strumento che può essere utilizzato anche per far comprendere, rielaborare e superare anche momenti più difficili”.

Ricordiamoci quindi di utilizzare un linguaggio adatto ai bambini per spiegare bene la situazione, non c’è modo migliore e più comprensibile per i piccoli della proposta di storie, favole, disegni o piccoli spettacoli di teatro, tutti strumenti alla loro portata per poter decodificare anche una situazione così complessa come questa.

Fonte: Save the Children 

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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