Attenzione a paperelle e giochi per il bagnetto: i trucchi per evitare muffa, germi e batteri

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Paperelle di gomma e altri giochini in plastica con cui i nostri bambini fanno il bagnetto sono, a prima vista, innocui e privi di rischi. In realtà non è così, questi oggetti possono trasformarsi infatti in un vero e proprio ricettacolo di muffa, germi e batteri, come ha confermato anche una nuova indagine della rivista Il Salvagente.

Già non molto tempo fa vi avevamo parlato di una ricerca condotta sui giochi per il bagnetto da Eawag (Istituto Federale di Scienza e Tecnologia acquatica),  ETH di Zurigo e Università dell’Illinois. In quel caso lo studio aveva rivelato come, al momento del bagnetto, si creino le condizioni ideali per una crescita microbica diversificata. Il che concretamente significa che i bambini si mettono a giocare con oggetti potenzialmente pieni di germi e batteri.

Leggi anche: Paperelle e giochi per il bagnetto possono diventare ricettacolo di funghi e batteri. L’allarme in uno studio

Si parla in particolare di quei giochi che hanno una valvola a fischietto, che permette dunque all’acqua di entrare e uscire. Proprio questa caratteristica rende tali oggetti una minaccia invisibile per i bambini.

Tenendoli troppo a mollo nell’acqua e in ambienti umidi, ma anche considerando il fatto che spesso i bambini mettono le dita nel naso o in bocca, i giochi per il bagnetto tendono a riempirsi di microbi: batteri, funghi e addirittura virus. Generalmente niente di pericoloso, ma in alcuni casi proprio questi microrganismi potrebbero portare alla comparsa di irritazioni cutanee o oculari oltre che problemi gastrointestinali o respiratori.

Per capire i reali pericoli, la rivista Il Salvagente ha analizzato cosa avveniva a 15 giochi in plastica, simulando le condizioni di utilizzo nei bagni delle nostre case. Per fare questo, le analisi microbiologiche sono state condotte sui giochi in diverse fasi: dopo averli tolti dall’imballaggio e prima di metterli nella vasca, dopo averli immersi in acqua per due ore (con simulazione di manipolazione dei giochi da parte del bambino) e dopo averli lasciati in ambiente umido per 2, 4, 7 e 10 giorni.

I risultati

I risultati di questa analisi confermano sostanzialmente quanto già si sapeva. La carica batterica ma anche la presenza di lieviti e muffe e di enterobatteri (di origine fecale) tende ad aumentare con l’aumentare del tempo che i giochi vengono lasciati in ambiente umido e con acqua stagnante al loro interno.

Per farvi capire meglio di che proporzioni si parla, considerate che dopo due ore nella vasca la carica batterica era di 130 mentre dopo 10 giorni in ambiente umido si passava a 7milioni di batteri!

Fortunatamente non sono stati trovati, almeno da questa indagine, microrganismi patogeni come escherichia coli, pseudomonas e stafilococchi. Però, specifica la rivista, non è stato possibile simulare tutte le condizioni reali che si verificano durante il bagnetto di un bambino, ad esempio il fatto che l’acqua del bagno potrebbe “arricchirsi” di batteri presenti nell’intestino del piccolo.

Cosa possiamo fare

Per evitare qualsiasi rischio ai nostri figli possiamo seguire dei semplici consigli che ha fornito alla rivista Elena Bozzola, pediatra infettivologa del Bambino Gesù:

  • Non utilizzare i giochi del bagnetto del primo figlio anche per il secondo
  • Non acquistare prodotti non confezionati
  • Scegliere giochi con marchio CE (che garantisce l’utilizzo di materiali che non favoriscono la proliferazione batterica)
  • Sostituire quando possibile i giochi (senza esagerare per evitare sprechi)
  • Non lasciarli troppo a mollo nell’acqua del bagnetto
  • Pulire, disinfettare e asciugare i giochi dopo l’uso esternamente, ma anche internamente facendo fuoriuscire tutta l’acqua. Se si riesce, è bene far entrare anche all’interno un po’ di disinfettante.
  • Evitare di lasciare i giocattoli in un luogo caldo umido come il bagno

La dottoressa Bozzola sottolinea che non bisogna farsi prendere da troppa ansia o paura ma considerare comunque la possibilità che i giochi per il bagno, se mal gestiti, potrebbero portare anche a sviluppare infezioni.

Importante quindi ridurre al minimo le fonti di pericolo, soprattutto evitando ristagni d’acqua al loro interno.

Fonte: Il Salvagente

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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