Mascherine obbligatorie dai 6 anni in su: nuove indicazioni dal Comitato tecnico scientifico

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Mascherine obbligatorie in classe dai 6 anni in su. Una possibilità che si fa sempre più concreta. Ad annunciarla è stato il Comitato tecnico scientifico alla vigilia della riunione del CTS che dovrà occuparsi di scuola.

Ormai manca meno di un mese all’inizio delle lezioni, i bambini e i ragazzi continuano a essere gli eterni dimenticati e ormai appare chiaro che è impossibile trovare spazi adeguati a garantire un corretto distanziamento. Per questo, i bambini dai 6 anni in su, dalla primaria, dovranno tenere la mascherina in classe.

“Ai ragazzi sopra i sei anni sarà chiesto di usare la mascherina. Ci saranno delle condizioni particolari, come ad esempio l’uso o non uso della mascherina per una ragazzo o una ragazza non udente, per un bambino o una bambina con delle difficoltà neurologiche o psicologiche oppure durante l’interrogazione” ha spiegato il coordinatore del comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo a SkyTg24. “Ci saranno dei momenti del contesto locale e specifico che saranno di volta in volta valutati. Ovviamente non c’è la mascherina a mensa o mentre si fa ginnastica, però l’indicazione è di utilizzarla”.

Sul distanziamento, i costosi banchi con le rotelle e in generale il ritorno a scuola ne sono state dette tante, ma ormai i tempi sono davvero ridotti e pur mancando tre settimane al primo suono della campanella, bambini e ragazzi non sanno ancora cosa li attende.

Fino a qualche settimana fa, la ministra Lucia Azzolina aveva annunciato che quando gli studenti si trovano al banco possono togliere la mascherina. Ma il Cts non ha dubbi, come ha già illustrato nel verbale della riunione tenutasi il 10 agosto scorso.

E ciò varrà anche per gli alunni della scuola primaria, che dovranno indossare la mascherina. Al momento inoltre non sono previste deroghe come auspicavano insegnanti e presidi. Il commissario Domenico Arcuri si è detto pronto a distribuire 11 milioni di mascherine al giorno alle regioni, che si occuperanno poi della distribuzione nei plessi scolastici.

Ma è davvero questa la soluzione migliore per garantire la sicurezza degli studenti e al tempo stesso accompagnarli all’interno di questa nuova scuola, dopo il lungo calvario privo di socialità della didattica a distanza?

Da Marzo, sono passati ben sei mesi… Siamo in estremo ritardo. Potrebbe essere l’ennesima occasione persa per riformare e migliora la scuola. Senza considerare l’enorme mole di rifiuti da smaltire che questo comporterà…

Fonti di riferimento: Corriere della Sera, Miur

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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