La nuova guida dell’OMS che fa chiarezza sugli alimenti per bambini tra i 6 e i 36 mesi

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Ormai è appurato che il latte materno è l’alimento migliore per ogni neonato e che l’allattamento al seno dovrebbe essere sostenuto e incentivato in ogni paese del mondo almeno fino ai 6 mesi. Purtroppo però c’è ancora parecchia confusione sull’argomento complice anche una promozione inappropriata di alimenti per lattanti e bambini piccoli. Ecco allora che l’OMS ha stilato una nuova guida per fare chiarezza proprio sull’argomento bevande e cibi per l’infanzia.

L’IBFAN Italia, associazione per la protezione dell’allattamento e dell’alimentazione infantile, ha tradotto in italiano la Guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità su come “Porre fine alla promozione inappropriata di alimenti per lattanti e bambini piccoli”, adottata con una Risoluzione dall’Assemblea Mondiale della Sanità nel maggio 2016. Si tratta di uno strumento utile a capire, tramite l’integrazione del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, qual è la normativa in materia e quali sono i consigli migliori per le mamme alle prese con l’alimentazione del neonato e del bambino piccolo.

Si mette in evidenza inoltre come alcune pratiche di marketing siano in grado di influenzare le scelte delle madri in merito all’allattamento, spesso scoraggiandole a proseguire la produzione di latte materno per passare alle soluzioni artificiali. Ricordiamo infatti che, secondo l’OMS, l’allattamento al seno dovrebbe essere esclusivo fino a 6 mesi del bambino ma sarebbe da continuare anche dopo come complemento agli alimenti solidi.

La Guida si occupa nello specifico degli alimenti consigliati ai bambini tra i 6 e i 36 mesi. Non solo quindi latte formulato ma anche pappe e pappette varie, tutti prodotti etichettati con le parole “bebè”, “lattante” o “bambino”.

Si inizia chiarendo la definizione, sul documento OMS infatti si legge:

“Si definiscono ‘alimenti per lattanti e bambini piccoli’ i cibi e le bevande in commercio che sono specificatamente commercializzati come adatti per l’alimentazione dei bambini fino a 3 anni d’età”.

Si passa poi alla parte più importante quella dedicata alle raccomandazioni divise in 7 punti fondamentali molto articolati che possiamo sintetizzare così:

  • 1) Quando si vuole promuovere la corretta alimentazione per i più piccoli bisognerebbe basarsi sulle linee guida
  • 2) Non si possono pubblicizzare prodotti sostituitivi del latte materno
  • 3) Gli alimenti per lattanti e bambini piccoli che non servono da sostituti del latte materno si possono promuovere solo se soddisfano tutti i rispettivi standard regionali, nazionali e internazionali in quanto a composizione, sicurezza, qualità e livelli nutritivi
  • 4) I messaggi utilizzati per promuovere gli alimenti per i più piccoli dovrebbero far riferimento ad un’alimentazione ottimale e non includere messaggi inappropriati. Ad esempio dovrebbero sempre dichiarare l’importanza di non introdurre alimenti complementari prima dei 6 mesi d’età ed essere sempre facilmente comprensibili dai genitori oltre che non raccomandare o promuovere l’uso del biberon.
  • 5) Non è ammessa la promozione incrociata per pubblicizzare sostituti del latte materno attraverso la pubblicità di alimenti adatti a lattanti e bambini piccoli.
  • 6) Le aziende che vendono alimenti per l’infanzia non dovrebbero creare conflitti d’interesse nelle strutture sanitarie e in generale all’interno del Sistema Sanitario Nazionale.
  • 7) I contesti in cui sono presenti lattanti e bambini piccoli dovrebbero essere liberi da ogni forma di commercializzazione di alimenti con alto contenuto di grassi trans, zuccheri aggiunti e sale.

Sulle campagne di marketing di latte formulato potrebbe interessarvi anche:

Per leggere e scaricare il documento originale potete cliccare qui.

Francesca Biagioli

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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