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San Michele, la suggestiva festa che si celebra nelle scuole steineriane per liberarsi dalla paura e ritrovare la forza interiore

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Nella scuola steineriana si celebra San Michele, una festa che è (anche) cattolica ma risale in realtà a tempi antichissimi. Un momento importante che coincide con l’arrivo dell’autunno, proprio quando è necessario recuperare e concentrare tutte le forze per affrontare il nuovo anno.

Tra le più belle tradizioni della scuola Waldorf o Steineriana, vi è l’usanza di festeggiare San Michele, la cui ricorrenza è il 29 settembre. 

Nella tradizione San Michele, il più coraggioso degli arcangeli, è ricordato soprattutto per aver sconfitto il drago dell’apocalisse, simbolo del male. E proprio a questo momento chiave è dedicato il fulcro della festa, celebrata per la prima volta da Rudolf Steiner nel 1923.

Protagonisti sono i ragazzi dell’ottava classe di ogni scuola staineriana che preparano una celebrazione in ricordo del momento in cui San Michele ha sconfitto il Drago e la mettono in scena  per tutti i loro compagni più piccoli.

Ognuno di noi, nel corso della vita, ha incontrato e continuerà ad incontrare “draghi” da sconfiggere ed è proprio questo che insegneranno i più grandi ai più piccoli durante la giornata: i draghi ci sono e fanno paura ma riconoscendoli e tirando fuori tutto il coraggio racchiuso dentro di noi si possono combattere e vincere.

Tutti in realtà sono in qualche modo coinvolti, a seconda della scuola: ci sono maestri e classi che si riuniscono per vedere insieme l’alba, altri che preparano pane a forma di scudo o spade di pandolce, altri ancora propongono giochi, attività, recite, lettura di storie o altro.

Tutte le attività, comunque, ricordano ai bambini che, come Michele ha combattuto il temibile drago, così ciascuno di noi deve trovare la forza di volontà e il coraggio di affrontare i propri.

La festa di San Michele si colloca in un momento molto delicato dell’anno, poco dopo l’Equinozio d’Autunno quando dal pieno dell’estate, dal sole e dalle lunghe giornate passiamo ad una nuova stagione che coincide anche con il ritorno a scuola.

L’autunno è di per sé un momento utile a raccogliere le energie e a volgere lo sguardo all’interno di noi stessi, trovando così la luce, la forza e il coraggio utili ad affrontare l’inverno, il periodo più buio dell’anno. Anche il bambino fa questo, non solo nella sua interiorità ma anche grazie al contatto con la natura, osservando ad esempio le foglie che cadono e gli alberi che si riposano in attesa di una nuova primavera.

L’immagine di Michele che punta la spada sul drago è per gli uomini, secondo Rudolf Steiner, un grande “appello rivoltogli per l’azione interiore”. La festa del 29 settembre è dunque:

una festa di liberazione da ogni timore o paura, una festa dell’iniziativa e della forza interiore, una festa che sia un appello all’autocoscienza scevra da egoismo” 

Quest’anno avremmo tutti bisogno di festeggiare San Michele, sperando di trovare nel nostro profondo tutta la forza necessaria ad affrontare questo anno scolastico particolare e pieno di difficoltà.

Fonti: Giardino dei Cedri / Waldorf Palermo / Facebook

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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