#Elfontheshelf: cos’è e come funziona la tradizione degli elfi sulla mensola

Elf on the shelf

Elf on the shelf, l’elfo sulle mensole. Una tradizione americana ormai molto amata anche in Italia. Nata poco più di 10 anni fa oltreoceano, spopola anche nel nostro paese con pupazzi raffiguranti piccoli elfi che fanno divertire adulti e bambini.

Elfi e Natale, si sa, camminano insieme. Queste creature leggendarie sono gli aiutanti di Santa Claus. Ma cos’è l’elf on the shelf e perché a dicembre anche i social si riempiono di strani elfi in pose e luoghi impensabili riuniti sotto l’hastag #elfontheshelf?

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Elf on the Shelf, la storia

Si tratta di una divertente tradizione che si è diffusa velocemente e inaspettatamente dapprima negli Stati Uniti per poi varcare l’oceano e arrivare anche qui da noi. Tutto è cominciato a partire da un libro, “The Elf on the Shelf: A Christmas Tradition“, scritto da Carol Aebersold e dalla figlia Chanda Bell e illustrato da Coë Steinwart contenente anche un piccolo elfo giocattolo a supporto della narrazione e del “gioco” da fare in famiglia.

elf libro usa

Il libro racconta, infatti, una storia a tema natalizio, scritta in rima, che spiega chi sia Babbo Natale, ma soprattutto i suoi fidati elfi che fanno visita ai bambini a partire dal giorno del Ringraziamento (dal primo dicembre in Italia) alla vigilia di Natale per “controllare e riferire tutto al “loro” capo. In pratica ogni giorno l’elfo in questione rimane immobile e “studia” l’operato della famiglia che lo ha adottato per poi animarsi di notte, quando tutti dormono, tornare al Polo Nord tramite l’apposita porta elfica e riportare a Babbo Natale le azioni, buone e cattive, che hanno avuto luogo durante la giornata. Prima che la famiglia si svegli ogni mattina, l’elfo torna nella casa e si nasconde in un posto nuovo, facendo vari scherzi.

Da qui è partita proprio un’elfomania e grazie anche alla viralità dei social impazzano le foto contenenti queste bamboline in luoghi e posizioni davvero bizzarre.

elf on the shelf1Fonte foto: Instagram
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Fonte foto: Instagram

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Fonte foto: Instagram

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Fonte foto: Instagram

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Fonte foto: Instagram

Ed è così che l’elfo sulla mensola da qualche anno spopola pure in Italia, nonostante ancora non esista una versione in italiano del libro. Nel frattempo però ne sono state fatte diverse interpretazioni e adattamenti.

Ma andiamo con ordine.

Come funziona e regole di Elf on the shelf

“C’è solo una regola che devi seguire per farmi tornare ed essere qui domani: per favore non toccarmi, la mia magia potrebbe sparire, e Babbo Natale non sarpà tutto quello che ho visto e so” si legge nel libro di Carol e Chanda.

Gli elfi ottengono la loro magia dopo essere stati nominati e amati dai bambini. Nella parte posteriore di ogni libro, infatti, le famiglie devono sceglierne il nome e scriverlo insieme alla data in cui hanno adottato l’elfo. Solo allora, riceve la speciale magia natalizia che gli consente di volare da e verso il Polo Nord. Ma guai a toccarlo, altrimenti potrebbe perdere i suoi poteri.

A parte questo divieto, grandi e bambini possono parlare al proprio elfo e dirgli tutto quello che vorrebbero riferire a Babbo Natale con precisione. La storia si conclude il 25 dicembre, quando l’elfo torna al Polo Nord fino all’anno successivo.

Gli elfi infatti tengono sotto controllo i bimbi. Di giorno sono immobili ma di notte fanno il resoconto a Babbo Natale. Si tratta di un gioco dell’attesa molto amato dai bambini, che aspettano il Natale ancora con più magia. Senza contare che sapere di essere tenuti sott’occhio da un elfo li induce a comportarsi bene.

Le regole del gioco sono semplici. Come già anticipato, l’elfo non deve mai essere toccato per non perdere i suoi poteri magici, ottenuti insieme al nome dato dai bambini. Questi ultimi possono parlargli e fare delle richieste ma senza aspettarsi risposte. Infine, ogni giorno i piccoli hanno il compito di scoprirne il nascondiglio, sempre diverso (chiaramente scelto dai genitori che lo piazzano in vari luoghi della casa).

L’adattamento italiano

In Italia, anche se il libro non è mai stato tradotto nella nostra lingua, da diversi anni gli elfi cominciano a far capolino, con mamme, papà e bambini che si divertono ad ospitare in casa la tradizione, adattandola alle proprie esigenze. Uno dei più famosi adattamenti è un libro che che ha cambiato un po’ le regole svestendosi della rigidità della versione americana e offrendo maggiore libertà d’azione ai protagonisti. È “Che la magia abbia inizio:…Attenzione elfo in arrivo!“, di Martina Caterino e Monica Pezzoli. Il libro, così come l’originale americano, prepara i bambini all’arrivo dell’elfo, dettando le semplici regole del gioco.

che la magia

Le regole

Rispetto alla versione americana, infatti, in Italia gli elfi si posso toccare, come spiega Martina Caterino:

“Nella tradizione americana l’elfo infatti visita i bambini per controllarli e riferire a Babbo Natale se si comportano bene oppure no. Non mi piaceva l’idea di far sentire i miei figli giudicati, di metterli sotto pressione proprio in un periodo dove dovrebbe regnare gioia e spensieratezza. Poi nessuno vi impedisce di far compiere un dispetto all’elfo se vostro/a figlio/a vi ha fatto disperare, ma non volevo che il suo scopo principale fosse quello di controllare i bambini. Un’altra cosa che non amavo di quell’elfo è che non può essere toccato. Per nulla al mondo i bambini americani possono interagire con lui. Una regola simile a casa mia avrebbe sicuramente causato malcontento e frustrazione. Caspita, c’è un vero elfo di Babbo Natale a un metro da me e non posso nemmeno toccarlo?! Una cosa che ho il divieto di toccare mi sa di una cosa pericolosa, sospetta. Insomma non mi piaceva. E così ho modificato la storia per renderla più compatibile con le mie convinzioni. L’elfo della nostra storia viene a far visita ai bambini per imparare a conoscerli. Per vedere come passano il tempo, che programmi guardano in TV, cosa leggono, quali sono i loro giochi preferiti. Queste informazioni saranno poi molto utili a Babbo Natale per preparare i suoi doni. E poi il nostro elfo si può toccare, coccolare, portare nel lettone ecc. Una regola però c’è: non bisogna fargli male! Perché anche se di giorno sembra un semplice pupazzo, di notte diventa molto di più!”.

Cosa occorre

Il vero protagonista è chiaramente l’elfo, uno qualunque, anche uno di stoffa faidate o che comunque che abbia gli arti flessibili. Non va scelto insieme ai bambini perché per loro non è solo un pupazzo ma un vero e proprio elfo mandato da Babbo Natale.

Serve poi una porta degli elfi, da posizionare in un punto qualsiasi della casa, solitamente sopra il battiscopa.

A differenza degli Usa, dove inizia il giorno dopo il Ringraziamento, da noi il gioco inizia ufficialmente il 1° dicembre ma la sera prima, dopo che i bambini sono a letto, occorre posizionare l’elfo con una letterina di presentazione vicino alla porta.

Al mattino i bambini lo troveranno e potranno prenderlo e giocarci. Il giorno dopo, lo troveranno in un altro posto e in un’altra posizione e così via fino al 24 dicembre, quando dovranno salutarlo visto che l’elfo tornerà al Polo Nord insieme a Babbo Natale.

L’elfo può fare diverse cose, uno scherzo, un dispettino ma anche proporre un gioco, portare un regalo, lasciare un suo messaggio o semplicemente trovarsi in una situazione buffa, ad esempio mentre fa il bagno. Potrà fare qualunque cosa voi desideriate.

“In alcune famiglie, invece, l’elfo se ne va con calma subito dopo la Befana. Le date, infatti, sono indicative, ma consigliamo di non far durare il gioco oltre il periodo natalizio per mantenere i sentimenti di sorpresa e meraviglia tipici della magia” suggeriscono le ideatrici.

Ecco il gruppo Facebook dedicato “La magia dell’elfo”, dove troverete tanti spunti interessanti.

Cosa fare per accogliere l’elfo: idee pratiche

Quello dell’elfo è un gioco dell’attesa, durante il quale si possono svolgere molte altre attività e trascorrere del tempo in famiglia. Tra queste, fare l’albero, preparare dei biscotti o un dolce, andare in fattoria, a pattinare, in piscina, a vedere una mostra o un mercatino di Natale. Si potranno fare anche dei lavoretti, posizionando l’elfo vicino a colla, forbici, brillantini e fogli colorati. In questo modo, i bambini potranno divertirsi a creare insieme a lui bigliettini di auguri, decorazioni per la casa o per l’albero e regalini per ad amici o parenti.

Ma non sono tutte e rose fiori. Ricordiamo che gli elfi sanno essere anche dispettosi quindi possiamo far combinare al nostro amico una serie di marachelle, ricordandoci di lasciarlo vicino al misfatto. Ad esempio: appendere le mutande di tutta la famiglia sull’albero di Natale, allacciare tra di loro i lacci delle scarpe, impacchettare una sedia, il wc, la porta ecc. con la carta da regali, fare una ragnatela con la lana davanti alla porta, truccare i bambini mentre dormono ecc.

Come allestire la porta

Immancabile, la porta degli elfi è un must, molto diffuso nelle case di tutto il mondo. Ne esistono numerose in commercio, ma è possibile anche realizzarle col fai-da-te utilizzando materiali di recupero.

Si tratta dunque di una variante delle porte delle fate. Queste ultime sono apparse per la prima volta negli Stati Uniti, nel 1993, nella cittadina di Ann Arbor, sul battiscopa di Jonathan e Kathleen Wright che le inventarono per le figlie.

porta elfi3

Anche l’elfo fa il proprio ingresso in casa dalla porta, che mette in comunicazione la nostra abitazione con il regno degli elfi di Babbo Natale. Se i bambini si comportano bene, l’elfo ne dà notizia a Babbo Natale che potrà portare loro il dono desiderato. In realtà, le porte sono un modo per stimolare la creatività nei bambini, una porta di accesso nel mondo della fantasia. L’elfo ha anche il compito di aiutare e supportare i bambini, tenendo lontani i mostri e aggiustando i giocattoli rotti. Per questo, a volte vengono lasciate nelle camere dei bambini tutto l’anno affinché essi possano trovarvi rifugio o un luogo riservato dove esprimere le proprie emozioni.

Se siete abili col faidate mettetevi subito all’opera e realizzate da soli una porta degli elfi.

LEGGI anche: Porta degli elfi: storia, leggenda, dove trovarla e come realizzarla col fai-da-te

L’elfo sulla mensola…e sui social

Inutile dire che l’elfo sulla mensola spopola su tutti i social network. Dal 1° dicembre tutti, da Instagram a Facebook, saranno invasi dagli elfetti birichini.

Siete pronti? Che il gioco abbia inizio!

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Francesca Mancuso

Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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