Coronavirus in gravidanza, parto e allattamento. Tutto quello che c’è da sapere

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Le donne in gravidanza, prossime al parto o con neonati allattati al seno, sono in questo momento ovviamente preoccupate. Che effetti può avere su di loro e sui piccoli il coronavirus? Secondo fonti ufficiali quali l’ISS e il Policlinico di Milano, le donne in gravidanza e allattamento possono stare abbastanza tranquille durante questa emergenza (sempre seguendo le corrette regole d’igiene e reclusione sociale). Vi spieghiamo perché…

Le donne in gravidanza hanno un sistema immunitario alterato, che può esporle a un rischio maggiore di gravi complicazioni se in contatto con alcuni virus come quello dell’influenza. Alcune malattie respiratorie possono poi causare problemi ai bambini ma, fortunatamente, sulla base dei dati ad oggi disponibili, nessuno di questi schemi è stato notato relativamente al coronavirus.

Gravidanza

Secondo quanto riporta l’ISS, dai primi 19 casi di donne in gravidanza e bambini nati da madri con sintomatologia clinica da COVID-19 descritti in letteratura, si è visto che il virus non è passato nel liquido amniotico o nel sangue neonatale prelevato dal cordone ombelicale.

La conclusione è che:

“Attualmente non esistono pertanto evidenze a supporto di una trasmissione verticale del virus SARS-COV-2”.

Vi è poi una ricerca inglese condotta dal Royal College of Obstetricians and Gynecologists, dal Royal College of Midwives e dal Royal College of Pediatricians and Health che offre ulteriori rassicurazioni alle donne in gravidanza. Gli esperti, infatti, non hanno evidenziato alcun tipo di vulnerabilità maggiore da parte delle donne in gravidanza nei confronti del coronavirus e neppure un rischio di trasmissione della malattia al feto.

La guida da loro redatta si basa su osservazioni relative alla Cina, tra cui un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità che ha esaminato i dati di 147 donne in gravidanza, di cui 64 erano positive al coronavirus, 82 erano casi sospetti e un caso asintomatico. Di questi, l’8% presentava sintomi gravi e l’1% era gravemente ammalato.

A testimonianza di come il virus non passi da mamma a feto c’è stato un caso anche in Italia. Una mamma di Massa positiva al Coronavirus ha partorito qualche giorno fa il suo bambino. Quest’ultimo risulta negativo al test.

Naturalmente a tutte le donne in gravidanza si consiglia di seguire fedelmente le norme di igiene e sicurezza ormai note: lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con gli appositi gel igienizzanti, evitare di mettersi le mani in bocca, nel naso o negli occhi, evitare il contatto con persone che presentano sintomi e, viste le attuali restrizioni, con chiunque sia al di fuori del proprio nucleo famigliare.

E’ buona norma poi indossare la mascherina. Il Policlinico di Milano sottolinea alcuni aspetti importanti:

“La mascherina deve essere usa e getta. Non deve essere tenuta per qualche ora, poi riposta in tasca e poi indossata nuovamente, perché le goccioline eventuali che contengono il virus rimangono sulla mascherina che diventa così un raccoglitore di rischio. Bisogna quindi indossarla, toglierla, gettarla e lavarsi subito le mani”.

Parto

Al momento del parto poi, secondo quanto consigliato dall’ISS, anche se la mamma è infetta, non è necessario ricorrere al taglio cesareo. Il Policlinico di Milano ricorda che, al contrario, è semmai proprio il parto cesareo quello che risulta più a rischio di trasmissione ma anche in questo caso il rischio sembra essere nullo.

Un studio, pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, ha esaminato il caso di nove donne incinte a Wuhan, culla del coronavirus. Al momento del parto, per taglio cesareo, i bambini presentavano una buona salute e nessuna traccia del virus è stata trovata nel latte materno, nel liquido amniotico o nel cordone ombelicale.

In caso di positività al virus, a seconda dei casi, si consiglia l’isolamento di madre e neonato, mentre un’eventuale separazione temporanea della madre dal neonato va attentamente valutata dal team ospedaliero, considerando l’importanza del contatto  e del potenziale effetto protettivo del colostro e del latte materno (va dunque sempre favorito ogni volta che è possibile l’allattamento al seno).

Allattamento

Anche l’allattamento al seno si può continuare con serenità, non è stato infatti trovato il virus SARS-CoV nel latte materno dopo la prima poppata di donne affette da coronavirus. In un caso sono stati invece trovati addirittura gli anticorpi! Ecco perché è importantissimo allattare al seno.

L’ISS conclude che:

“nel caso di donna con sospetta infezione da SARS-CoV-2 o affetta da COVID-19, in condizioni cliniche che lo consentano e nel rispetto del suo desiderio, l’allattamento debba essere avviato e/o mantenuto direttamente al seno o con latte materno spremuto”.

Per ridurre il rischio di trasmissione della malattia al bambino è bene però che le mamme seguano le procedure preventive come l’igiene delle mani e l’uso della mascherina durante la poppata.

Fonti: ISS/ Policlinico Milano/ La Repubblica/Guardian

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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