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Clorpirifos e danni cerebrali ai bambini: 100mila case della California sono contaminate dai pesticidi (e partono le cause legali)

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Utilizzo di pesticidi e danni cerebrali ai bambini. Un tema di cui si torna a discutere in California dove questa settimana sono iniziate delle cause contro Dow Chemical (ora Corteva). Queste sono incentrate in particolare su uno dei prodotti più tristemente noti dell’azienda: il clorpirifos, di cui si intende appunto dimostrare il collegamento con i danni cerebrali riscontrati da alcuni bambini.

Nonostante da tempo venga considerato pericoloso, e recentemente negli Stati Uniti un tribunale ha ordinato all’Epa di prendere una decisione definitiva su questa sostanza (Leggi anche: Clorpirifos: il tribunale Usa intima di vietare i pesticidi che danneggiano lo sviluppo nei bambini), il clorpirifos è ancora approvato per l’uso su oltre 80 colture, tra cui arance, uva, soia, mandorle e noci.

La California l’ha vietato lo scorso anno (anche in Europa è vietato) e altri stati, tra cui New York, si stanno muovendo nella stessa direzione. Il problema è però che, come ha dichiarato Stuart Calwell, avvocato che si occupa delle cause californiane, gli effetti di questo pesticida persistono nelle comunità agricole della Central Valley contaminate da decenni di utilizzo di clorpirifos, con livelli misurabili che si trovano ancora nelle case.

Le stime dell’accusa sostengono che sono circa 100mila le case nel più grande stato agricolo della nazione, appunto la California, che sono contaminate dal pesticida. E non si parla dei giardini e dei terreni ma proprio delle case.

Come ha dichiarato l’avvocato Calwell all’agenzia di stampa AP:

L’abbiamo trovato nelle case, l’abbiamo trovato nei tappeti, nei mobili imbottiti, l’abbiamo trovato in un orsacchiotto e l’abbiamo trovato sulle pareti e sulle superfici. Poi un bambino prende l’orsacchiotto e lo tiene stretto.

Una situazione molto grave, considerando che i rischi per il cervello dei feti e dei bambini sono stati dimostrati da alcune ricerche scientifiche. (Leggi anche: Clorpirifos: il pesticida che sta uccidendo lentamente i bambini della California)

Fondamentale dunque bonificare queste case perché ovviamente, la contaminazione da clorpirifos non se ne va da sola. E parliamo di qualcosa di molto esteso se consideriamo che, dal 1974 al 2017, sono stati spruzzati in 4 contee il corrispettivo di 61 milioni di sterline di pesticidi.

E gli effetti si vedono. I querelanti sono genitori che fanno causa per conto di bambini che soffrono di gravi lesioni neurologiche che le cause attribuiscono alla loro esposizione a questa sostanza chimica mentre erano nell’utero o quando erano molto piccoli.

A parte la vera e propria irrorazione dei campi, le cause legali affermano che vi è stata un’esposizione indiretta da parte dei bambini. I genitori, i parenti o altre persone che sono spesso in contatto con i piccoli e hanno lavorato nei campi o negli impianti di confezionamento sono stati contaminati dalla sostanza chimica che hanno poi trasmesso ai bambini.

Corteva ha smesso di produrre il pesticida l’anno scorso. La società, con sede nel Delaware, è stata creata dopo la fusione di Dow Chemical e Dupont ed è stata il più grande produttore mondiale di clorpirifos. L’azienda ha affermato di ritenere il prodotto sicuro e di aver interrotto la produzione a causa del calo delle vendite.

Ma questo non basta. Ora si attente con ansia la decisione in merito al clorpirifos dell’EPA a cui la Corte d’appello del Nono Circuito degli Stati Uniti con sede a San Francisco ha intimato una presa di posizione definitiva in tempi rapidi.

Fonte: AP / CbsLocal

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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