Due studenti sono morti in Cina durante la lezione di educazione fisica, mentre indossavano mascherine

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Due studenti cinesi sono morti per un arresto cardiaco improvviso e problemi di respirazione, mentre correvano durante una lezione di educazione fisica, indossando la mascherina. I due ragazzini di 14 e 15 anni appena, sono di due città diverse, ma entrambi sono crollati sulla pista della scuola e sono deceduti uno il 24 aprile, l’altro il 30. E secondo i genitori, ci sarebbe un collegamento tra il loro malessere e il fatto che indossavano la mascherina obbligatoria nell’ambito delle misure anti-contagio previste dell’emergenza coronavirus.

Adesso, le scuole cinesi hanno annullato gli esami di educazione fisica obbligatori, dopo questi tragici eventi e dopo che, i genitori dei due ragazzi hanno chiesto di vederci chiaro sulla vicenda.
Una delle scuole si trova nella contea di Dancheng nella provincia di Henan e l’altra nella città di Changsha nella provincia di Hunan, entrambi nella Cina centrale. Come riporta 7News, Li, 45 anni, padre del primo ragazzino morto spiega che il figlio è caduto a terra durante la lezione di educazione fisica.

“Indossava una mascherina mentre correva in pista da corsa, poi all’improvviso è caduto all’indietro e ha sbattuto la testa per terra.Il suo insegnante e compagni di classe hanno cercato di rianimarlo e farlo alzare”. Il ragazzo è stato poi portato in ospedale e il certificato di morte parlava di ‘arresto cardiaco improvviso’, pur senza aver fatto l’autopsia sul corpo.

“Sospetto che sia avvenuto perché indossava una mascherina.C’era il sole e la loro lezione di educazione fisica era nel pomeriggio e c’era caldo. Non si doveva indossare una mascherina durante la corsa”, dice ancora Li.

Nello specifico, il ragazzo doveva affrontare un duro esame: mille metri con una mascherina N95.La scuola ha pagato il risarcimento danni alla famiglia, ma senza autopsia non si è potuto provare se effettivamente ci fosse un nesso tra la morte e il fatto che indossasse una mascherina. Di certo, due casi, in pochi giorni, lasciano perplessi vista anche la giovane età dei ragazzi, entrambi tornati a scuola da appena una settimana. E anche il fatto che, molte scuole cinesi, abbiano deciso di interrompere gli esami di educazione, è abbastanza singolare. Mentre le province del Sichuan e Hunan, dove è avvenuta la seconda morte, proseguiranno come al solito con i test di fine anno.

Come riportato dal New York Post, Cao Lanxiu, professore all’Università di medicina cinese dello Shaanxi, non è d’accordo sulla versione data dal signor Li e sul fatto che sia stata la mancanza d’ossigeno a giocare un ruolo chiave per il conseguente arresto cardiaco.”Non credo che indossare una mascherina abbia causato questa morte improvvisa. Se questo studente avesse avuto difficoltà a respirare, ne sarebbe stato consapevole e non avrebbe continuato a correre con la mascherina fino a quando il suo cuore si è fermato”. Tuttavia la docente concorda sul fatto che l’unico modo per sapere la verità sarebbe stato fare un’autopsia.

Come riportato dal Daily Mail, Ren Zhiming, capo medico dell’ospedale Xinhua dell’Università di Shanghai Jiao Tong, ha fatto eco all’osservazione di Cao suggerendo che la morte dell’alunno potrebbe essere collegata a malattie cardiache non precedenti rilevate.

“È possibile che l’esercizio abbia causato la morte improvvisa. Un altro motivo potrebbe essere che aveva alcune malattie legate al cuore che non erano state rilevate prima”e ha continuato: “Correre mentre si indossa una mascherina facciale influisce sicuramente sulla quantità di ossigeno, ma non causa una morte improvvisa”.

Noi avevamo già parlato dell’uso della mascherina durante lo sport riportando alcuni pareri medici, uno fra tutti quello di Simona Pierini, cardiologa responsabile dell’Unità coronarica dell’Azienda Ospedaliera ASST Nord Milano e Medico dello sport (oltre che runner) che aveva dichiarato che l’uso della mascherina “può, da un lato ridurre l’afflusso di aria, quindi l’apporto di O2 ai polmoni, dall’altro provocare un ‘intrappolamento’ dell’anidride carbonica espirata. Una scarsa eliminazione di anidride carbonica, quindi il suo accumulo nell’involucro della maschera, determina una autorespirazione della stessa; l’aumento della CO2 nel sangue stimola ulteriormente l’iperventilazione, già in parte presente per l’attività fisica in atto , potendo determinare giramenti di testa e, nei casi più gravi, sensazioni di svenimento”.

Fonti: 7News/Daily Mail/New York Post

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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