Mamma, papà: ecco perché odio i vostri smartphone!

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“Se dovessi dirti, quale invenzione odio di più, direi che è il telefono. Non mi piace perché i miei genitori sono al telefono ogni giorno. Odio il cellulare di mia madre e vorrei che non ne avesse mai avuto uno”.

Sono queste le toccanti parole di un bambino della seconda elementare che ci impongono di riflettere sull’uso che facciamo dei nostri smartphone.

Ci dicono tutti i giorni che tenerli vicini vicini fa male, che un bombardamento quotidiano non giova alla nostra salute, che ci rendono apatici, brutti, animali isolati. Eppure quei dispositivi lì, gli smartphone, li teniamo sempre in mano, anche se dovesse cascare il mondo.

Ma ci siamo mai chiesti che immagine diamo ai nostri figli?

Se l’è domandato una giovane maestra elementare, Jen Adams Beason, americana della Lousiana, che ha proposto ai suoi studenti della seconda elementare (dai sette agli otto anni) un lavoro di classe sui generis: “Descrivi un’invenzione che avresti preferito non esistesse mai”.

La risposta è emblematica: sul suo foglio chiama in causa il cellulare di sua madre e spiega anche perché.

E non solo, la Beason ha rivelato che quattro su 21 dei suoi scolari avevano lo stesso desiderio: distruggere il telefonino di mamma e papà!

Direi che non mi piace il telefono”, dice uno.

Non mi piace il telefono perché i miei genitori sono al telefono tutti i giorni, un telefono a volte è una pessima abitudine”, ammonisce l’altro.

E un altro ancora completa il lavoro con un disegno di un cellulare con una croce su e una grande faccia triste scrivendo un secco “Lo odio”.

no cell

Beason ha condiviso queste frasi in un post su Facebook oramai qualche mese fa: ora sembra essere stato cancellato, ma è stato condiviso circa 170mila volte e dovrebbe continuare a fa riflettere.

Troppo tempo su uno schermo è l’ultima lezione che dovremmo dare ai nostri cuccioli.

Recuperiamo i rapporti che abbiamo avuto noi con i nostri genitori, quando ancora non c’erano dispositivi elettrici in mezzo.

Facciamo con i nostri figli una chiacchierata, giochiamo con loro, parliamo. Posiamo per una buona volta quello smartphone e cominciamo ad essere presenti nella loro vita reale.

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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