Bonus baby sitter, centri estivi e compatibilità con congedo parentale: tutte le novità appena comunicate dall’Inps

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Continuiamo a parlare del bonus baby sitter che ormai diverse famiglie conoscono, anche se c’è sempre parecchia confusione in merito. Proprio oggi, l’INPS ha reso noti alcuni cambiamenti, riportati in realtà in una circolare del 17 giugno.

Come specifica Inps per la famiglia sui social, a differenza di quanto inizialmente detto, il bonus baby sitter è compatibile parzialmente con il congedo parentale, ma solo per chi ne ha usufruito per un massimo di 15 giorni.

Bonus baby sitter e congedo parentale

Sono stati rivisti e cambiati alcuni punti delle circolari precedenti e nella numero 73 si legge che:

“I bonus possono essere fruiti in alternativa al congedo Covid-19, incrementato fino ad un massimo complessivo di 30 giorni. Se il periodo di fruizione del congedo non supera i 15 giorni, le due prestazioni sono cumulabili e si potrà beneficiare dell’importo residuo”

In pratica, mentre nella prima versione del bonus, un genitore poteva chiedere o 15 giorni di congedo o 600 euro,  ora l’INPS ha specificato che chi ha già usufruito di un massimo di 15 giorni di congedo, potrà chiedere il bonus per i restanti 600 euro (ovvero si può prendere metà congedo e metà bonus).

Una situazione per cui qualcuno gioirà ma che sta facendo a dir poco infuriare tanti altri genitori che, convinti dell’impossibilità di usufruire di entrambe le agevolazioni, hanno chiesto altri giorni di congedo e ora hanno superato i 15 giorni (di conseguenza non possono richiedere il bonus babysitter).

 

Bonus e cassa integrazione

La nuova circolare INPS chiarisce inoltre la compatibilità con la cassa integrazione. In pratica il bonus può essere usato anche in caso di cassa integrazione parziale dell’altro genitore, è compatibile infatti con la cassa integrazione per “riduzione” di orario o giornata. Si può chiedere ad esempio per i giorni e le ore parziali lavorate (ad esempio 4 ore invece di 8).

Bonus baby sitter e centri estivi

C’è poi un altro punto di difficile interpretazione: ossia la possibilità di utilizzare il bonus per i centri estivi invece che per la babysitter.  Ma se si è già fatta la domanda per la babysitter e ora si vuole cambiare utilizzando i fondi per il centro estivo?

L’INPS specifica che è necessario eliminare la prima domanda e compilarne una nuova:deve annullare la domanda e ripresentarla, specificando nella domanda che l’importo le serve per il centro estivo” risponde l’istituto di previdenza sociale su Facebook ad un utente.

Si ma la domanda come si annulla? Per saperlo dovremo contattare il call center, perché non è stato specificato.

Nella circolare si legge poi che:

“In caso di scelta del bonus per l’iscrizione al centro estivo o ai servizi integrativi per l’infanzia, il genitore richiedente dovrà allegare alla domanda di prestazione la documentazione attestante l’iscrizione ai suddetti centri e strutture (ad esempio, fatture, ricevute di pagamento o di iscrizione, ecc.) che offrono servizi integrativi per l’infanzia, indicando i periodi di iscrizione del minore (non oltre la data del 31 luglio), con un minimo di una settimana e l’importo della spesa da sostenere. Il bonus verrà corrisposto integralmente nel caso di prenotazione di tutte le settimane ricadenti nel periodo indicato, fermo restando la possibilità di presentare più domande per periodi diversi in caso di iscrizione successiva del bambino anche presso altra struttura”.

Fondamentale anche indicare il codice fiscale o la partita Iva del centro estivo o della struttura scelta.

Il bonus Bonus baby-sitting e centri estivi è fruibile fino al 31 luglio 2020.

Per la comprovata iscrizione ai centri estivi è prevista la possibilità di scegliere l’accredito di una parte o dell’intero importo.

I fondi sono già esauriti?

Rimane comunque ancora da chiarire un punto essenziale: la reale disponibilità dei fondi per il bonus.

Come vi avevamo già segnalato, da qualche giorno tanti genitori si sono visti recapitare dall’INPS questa risposta: “Domanda accettata con riserva causa esaurimento del budget”.

Diversi utenti segnalano inoltre che varie domande, presentate anche tempo fa, sono rimaste perennemente “protocollate”.

L’INPS cerca di chiarire periodicamente le varie specifiche che riguardano il bonus baby sitter (ha fatto anche un tutorial per aiutare nella compilazione delle domande, lo trovate qui) riuscendo però il più delle volte, quasi incredibilmente, a creare ancora più confusione e malcontento di prima.

Fonte: Inps / Facebook

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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