#bearhunt: perché stanno spuntando orsacchiotti di peluche alle finestre dei bambini di tutto il mondo

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L’unica caccia all’orso che ci piace è in corso in tutto il mondo. Dagli States al Regno Unito passando per la Nuova Zelanda, stanno spuntando orsacchiotti di peluche da tutte le finestre. Si tratta di un’iniziativa ispirata al magnifico albo illustrato di Michael Rosen, A caccia dell’orso (We’re Going on a Bear Hunt). Purtroppo, in questo momento, l’autore inglese è ricoverato in terapia intensiva per coronavirus. L’hashtag #bearhunt è un omaggio anche a lui perché stia meglio.

Ma non solo. Un po’ come per gli elfi di Natale, la caccia dell’orso è un modo nuovo per essere vicino ai bambini in questo complicato momento storico. In questi Paesi ha preso infatti il via una vera e propria caccia all’orsacchiotto: tutti i bimbi ne mettono uno alla finestra per essere in qualche maniera meno distanti tra loro e bandire la noia.

Proprio come i nostri striscioni con gli arcobaleni, orsi di peluche appaiono dietro tutte le finestre nel tentativo di intrattenere i bambini isolati in questo tempo vuoto di coronavirus e restrizioni. Anche i bimbi possono sentire il peso di questa quarantena, assimilarne gli aspetti più scuri ed avere bisogno di rassicurazioni.

E così orsacchiotti di peluche stanno apparendo sui davanzali delle finestre di case e palazzi da Bluff ad Auckland, da Reykjavík a Chicago, a partire da quella della premier neozelandese Jacinda Ardern. Anche lei ha messo un orsacchiotto in finestra della Premier House a Wellington, dove si trova col fidanzato e la loro bambina Neve.

Pian piano sono comparsi un po’ ovunque, soprattutto nei Paesi anglosassoni, e ora quei bellissimi orsi di peluche di ogni forma e dimensione su finestre e balconi e condivisi sui social rappresentano un altro semplice gesto che, proprio perché diffuso e condiviso, potrà presto trasformarsi in una nuova ondata di fiducia e speranza.

E di questo, ora, abbiamo estremo bisogno.

A caccia dell’orso (We’re Going on a Bear Hunt) di Michael Rosen

La scelta dell’orsacchiotto non è caso, ma ci si è ispirati a un bellissimo albo illustrato, A caccia dell’orso di Michael Rosen, che, attraverso mille peripezie, insegna a scacciare la paura.

Una famiglia parte alla ricerca di un orso ma, dopo aver attraversato un campo di erba frusciante, un fiume freddo e fondo, una pozza di fango, un bosco buio e fitto e una tempesta di neve che fischia, sarà l’orso a trovare la famigliola. Si tratta di un piccolo capolavoro della letteratura per l’infanzia, dove le immagini, il testo e la lettura condivisa daranno una grande lezione: come affrontare insieme ogni paura.

Fonte: Twitter

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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