I bambini siriani stanno morendo tra bombe e gelo, ma non importa a nessuno

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Traumatizzati, isolati e sempre più sofferenti. Sono i bambini siriani che stanno morendo sotto le bombe perché denutriti e costretti a dormire al gelo, in un’escalation di violenza che non tende a diminuire.

Stremati dal freddo, senza una casa e senza quell’infanzia che dovrebbe essere di sorrisi e di giochi. Secondo le Nazioni Unite sono più di 800mila i siriani (l’80% delle quali sono donne e bambini) che hanno dovuto lasciare tutto per colpa della guerra civile che va avanti, da nove lunghi anni. E a pagarne le conseguenze sono proprio i più piccoli. Diventati rifugiati, vivono al gelo nei campi profughi di Idlib e altre zone limitrofe.

Molte famiglie sono state costrette a fuggire a piedi in pieno inverno, con temperature notturne che raggiungevano i -10 gradi. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP) continua a fornire assistenza alimentare d’emergenza a persone bisognose nel nord-ovest della Siria, ma spesso la distribuzione viene interrotta per via della crescente ostilità. Nell’ultimo mese, Otto bambini sono morti nel campo di Rukban per colpa del freddo e della denutrizione.

Una storia straziante è quella di Samah, 33 anni, che in una notte gelida ha visto morire il suo bambino di appena un mese tra le sue braccia.
“Era una di quelle notti buie e gelide e il mio Yasmeen dormiva tra le mie braccia. Non dovrebbe esserci un posto più caldo del mio petto, ma anche lì faceva freddo. Non so come mi sono addormentato, ma quando mi sono svegliato all’alba ho sentito una freddezza tra le mani”.

“Siamo profondamente preoccupati per il destino di migliaia di famiglie con bambini che hanno dovuto abbandonare le proprie case a temperature invernali gelide in cerca di sicurezza in campi già sovraffollati”, dice Muhannad Hadi, direttore regionale del WFP, come si legge sul sito del programma delle Nazioni Unite.

In Siria, quindi, i civili continuano a pagare il prezzo per il conflitto in corso. Attacchi aerei e scontri armati nel nord-ovest della Siria, con pesanti bombardamenti stanno portando a una vera e propria ecatombe. Solo nell’ultima settimana, sono state più di 140mila, le persone sfollate. Ma chi fugge, può ripararsi solo in un campo profughi e spesso le tende non bastano per tutti. Così i bambini dormono al gelo e sono tanti quelli che non ce la fanno.

Anche l’Organizzazione mondiale della Sanità spiega:
“Le strutture sanitarie funzionano a malapena e hanno pochissimo personale o forniture mediche. Non ci sono generatori o carburante per fornire anche il minimo calore per alleviare il freddo pungente. Le malattie invernali associate al sovraffollamento e all’inquinamento dell’aria interna portano infezioni respiratorie acute”.

Secondo l’UNHCR, bambini e ragazzi stanno soffrendo immensamente, sia fisicamente che psicologicamente. I bambini vengono feriti o uccisi da cecchini, razzi, missili e detriti che cadono. Subiscono conflitti, distruzioni e violenze. “Gli effetti psicologici di tali esperienze orribili possono essere di vasta portata, influenzando il loro benessere, sonno, linguaggio e abilità sociali”, scrive l’organizzazione umanitaria.

Se vuoi sostenere il progetto delle Nazioni Unite in Siria CLICCA QUI

Fonti: WFP Nazioni Unite, UNHCR, Middle easteye.net, Relief web

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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