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Assegno unico: pubblicati gli importi per ciascun figlio in base all’Isee

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È in arrivo l’assegno unico per i figli, che andrà a sostituire gli assegni familiari e altre forme di sostegni, detrazioni o incentivi. La misura ponte, valida dal luglio a dicembre 2021, andrà da un minimo di 30 euro a un importo massimo mensile di circa 217 euro per ogni figlio, ma ad alcune condizioni. Saranno circa 1,8 milioni le famiglie e 2,7 milioni a beneficiare dall’assegno unico previsto dal Governo Draghi per “favorire la natalità, sostenere la genitorialità e promuovere l’occupazione, in particolare femminile”.

I diversi importi in base al numero dei figli e all’Isee

Ma come funziona esattamente l’assegno unico? Per il momento si tratta di un “assegno ponte” valido sei mesi (fino al 31 dicembre), ma dal 2022 diventerà diventare permanente e universale. Nella prima fase, bonus e detrazioni restano in vigore per chi già li percepisce, ovvero per i lavoratori dipendenti. Mentre chi finora non aveva diritto agli assegni familiari (lavoratori autonomi, soggetti inattivi e percettori del reddito di cittadinanza) avrà diritto al cosiddetto assegno-ponte, erogato fino alla fine del 2021. 

L’aiuto statale sarà corrisposto ogni mese sia ai lavoratori autonomi che disoccupati e incapienti e sarà liquidato come credito d’imposta o come erogazione mensile di una somma in denaro. L’importo per ogni famiglia dipenderà sia dal numero dei figli a carico che dalla situazione economica da certificare attraverso l’Isee. È previsto a partire dal settimo mese di gravidanza della madre e per ciascun figlio a carico fino a 21 anni. Ad averne diritto saranno i nuclei familiari con un’Isee fino a 50mila euro. Se, ad esempio, si ha un’Isee fino a 7000 euro spettano 167,5 euro a figlio, importo che sale a 217,80 euro a figlio se si hanno almeno tre figli. Inoltre, sono previsti 50 euro in più per ogni figlio con disabilità.

Puoi consultare qui la Tabella assegno unico 2021

Come richiedere l’assegno unico 

Potranno accedere all’assegno unico coloro che pagano le tasse in Italia e sono residenti nel Paese da almeno 2 anni. Sono, quindi, ammessi cittadini italiani ed europei e quelli titolari di permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca (almeno semestrale). Per poter beneficiare del nuovo assegno, occorrerà presentare domanda on line all’Inps o ai patronati seguendo le regole fissate dall’Inps entro la fine di giugno. La cifra verrà poi corrisposta tramite bonifico bancario direttamente sul conto corrente. Inoltre, in caso di affido condiviso di figli minori l’assegno sarà accreditato per il 50% sull’Iban di ogni genitore.

L’aiuto statale è cumulabile sia con il reddito di cittadinanza che con la pensione di cittadinanza e viene corrisposto congiuntamente ad essi. L’assegno è compatibile anche con eventuali misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni, dalle Province autonome e dagli enti locali.

Fonte: Gazzetta Ufficiale

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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