Antibiotici nei neonati aumentano il rischio di sviluppare asma e allergie

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I bambini a cui vengono somministrati antibiotici durante i primi sei mesi di vita hanno maggiori probabilità di sviluppare allergie infantili, asma, raffreddore da fieno o altre malattie allergiche. Lo stesso effetto si avrebbe con i farmaci antiacido.

Lo rivela uno studio guidato dalla Uniformed Services University, nel Maryland, pubblicato sulla rivista Jama Pediatrics, per la quale sono state esaminate le cartelle cliniche di quasi 800mila bambini nati tra il 2001 e il 2013.

I ricercatori hanno scoperto che nell’arco di quattro anni i bambini che avevano ricevuto antiacidi come Pepcid o Zantac nei primi sei mesi di vita presentavano il doppio delle probabilità di sviluppare un’allergia alimentare e avevano il 50% di probabilità in più di sviluppare anafilassi (una grave reazione allergica) o raffreddore da fieno. E coloro che avevano ricevuto antibiotici avevano il doppio delle probabilità di sviluppare asma, mentre la possibilità di sviluppare febbre da fieno o anafilassi erano di almeno il 50% più elevate.

Lo studio

I ricercatori hanno coinvolto 792.130 bambini: A 131.708 di loro erano stati somministrati antibiotici e a 60.209 antagonisti dei recettori H2 dell’istamina, mentre a 13.687 degli inibitori della pompa protonica. Si tratta di medicinali, per esempio, in genere prescritti per il reflusso gastroesofageo.

Dopo circa quattro anni e mezzo di osservazione, è emerso che i piccoli che avevano assunto precocemente i farmaci antiacido avevano più del doppio delle probabilità di avere un’allergia alimentare rispetto a quelli che non li avevano utilizzati. Il rischio era particolarmente elevato per l’allergia al latte vaccino. Quelli a cui invece erano stati dati antibiotici avevano un aumento del rischio del 14% per le allergie alimentari, del 51% di anafilassi e più del doppio del rischio per quanto riguarda lo sviluppo di asma.

Come si spiega? Secondo gli studiosi sia gli antiacido che gli antibiotici incidono negativamente sulla flora batterica intestinale. Sia gli antibiotici che i farmaci soppressivi contro l’acido, infatti, possono interferire con il normale microbioma umano e possono provocare direttamente la disbiosi intestinale, influenzando in ultima analisi la probabilità di allergia. La disbiosi intestinale avviene quando i batteri innocui nel tratto gastrointestinale si sbilanciano.

La soppressione acida, secondo gli studi, aumenterebbe la produzione di immunoglobuline E, associata a malattie allergiche e infiammatorie. Quindi alcune di queste reazioni nel sistema immunitario risultanti da microbiomi alterati possono apparire come un’allergia.

Secondo l’Asthma and Allergy Foundation of America, le malattie allergiche sono in aumento. In effetti, le allergie colpiscono fino al 30% degli adulti e il 40% dei bambini e sono la sesta causa principale di malattia cronica negli Stati Uniti.

Gli autori di queste ultime ricerche affermano insomma che quei tipi di farmaci possano causare allergie, ma saranno necessarie ulteriori indagini. Intanto, va assolutamente detto e ribadito che abusare di farmaci come antibiotici – soprattutto nei neonati – non preserva da malattie future, ma, anzi, rende l’organismo via via più debole.

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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