Dai amore e rispetto ai tuoi figli, non costosi telefoni, occhiali firmati o scarpe all’ultima moda: il messaggio in un ambulatorio che tutti i genitori dovrebbero leggere

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C’è un modo di fare il genitore che accomuna forse un po’ tutti, un modo fatto di amore e di totale arrendevolezza, un modo di dare e donare oltremodo, di far contenta quella creatura in qualunque maniera sia possibile. Ma siamo sicuri che concedere ai figli qualsiasi cosa venga loro in mente sia il miglior comportamento che mamma e papà possano avere?

Non proprio. Ed esattamente nella stessa maniera i cui si dice da più parti che non sarà con lo smartphone continuamente in mano che i nostri ragazzi cresceranno e prenderanno giusta coscienza di sé, così anche per qualsiasi altro oggetto materiale vale la pena fermarsi e riflettere un attimo: di cosa ha bisogno realmente mio figlio?

Di tempo. Del nostro tempo, di quello che sembra sempre sfuggirci di mano e invece è lì, racchiuso tra una chiacchiera a tavola e una camminata al museo. Il passo più difficile? Ricominciare a dire “no” ai nostri cuccioli quando la situazione lo richiede, dando loro un’alternativa valida, stabilire dei limiti equi e ragionevoli e, soprattutto, non cadere nel materialismo e nella superficialità acquistando tutto ciò che vogliono.

Tutti questi pensieri vengono in mente rileggendo un testo che qualcuno ha trovato in un ambulatorio pediatrico in Spagna. È stata tale Erun Pazos a fotografarlo e a condividerlo sul suo profilo Facebook, senza mai immaginare l’interesse che avrebbe suscitato. Non sorprende, in effetti, che sia stato condiviso da migliaia di persone.

La foto postata su Facebook da Erun è diventata subito virale con oltre 105 mila condivisioni e più di 8 mila mi piace e un dibattito tra gli utenti social:

Sì signori, così è… Bambini di 10 anni con telefoni di 600 euro, ragazzi di 15 con extension ai capelli da 500 euro, sbarbati di 18 anni con auto da 24000 euro, occhiali da sole da 300 euro, pantaloni da 200, scarpe da 150 euro, studenti che fanno viaggi all’estero da 1500 euro in paesi dove i propri genitori non andranno mai, e nel frattempo i genitori o sono senza un lavoro o hanno un lavoro da fame, senza andare in vacanza e con macchine vecchie di 20 anni. A me non sta bene che ‘do a mio figlio quello che io non ho avuto’. A me sta bene che ‘quando sarai padre mangerai uova’. Gli diamo la libertà che non noi non abbiamo avuto, gli studi che non abbiamo potuto fare, vacanze che non abbiamo fatto e tante altre cose che noi potevamo solo sognare. Questa è la buona educazione. Il resto è crescere male e deformare la realtà della loro vita, dato che vivranno viziati da bambini più che da adulti“.

Il messaggio che, sui post è stato commentato da tantissime persone ed ha fatto il giro del mondo termina con una riflessione profonda:

Dai ai tuoi figli amore, affetto, educazione, rispetto e saggezza, il resto lo conquisteranno da soli…

Un testo diretto, un evidente sfogo (nella parte in cui è scritto “mangerai uova quando sarai grande” in italiano si potrebbe tradurre con “da grande pelerai tante patate”), un grido d’allarme. Siamo genitori e come tali responsabili degli adulti di domani.

Diamo loro non cose ma strumenti utili per imparare a ragionare, a discernere le futilità dalle priorità, a capire cosa vale di più avere tra le mani, se il tablet di ultima generazione o un’altra mano, quella di una persona importante.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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