Questi comuni additivi presenti negli alimenti possono essere dannosi per i bambini, parola dei pediatri

additivi alimentari

Alcuni additivi alimentari di uso comune possono essere rischiosi per la salute ai bambini. Lo dice un nuovo studio condotto dai pediatri americani, secondo i quali si deve limitare l’esposizione alle sostanze chimiche utilizzate per confezionare e conservare gli alimenti.

Si tratta di sostanze presenti nei coloranti alimentari, nei conservanti e nei materiali di imballaggio, particolarmente dannose per la salute dei piccoli. Alla luce di questo, i medici dell’American Academy of Pediatrics (AAP) richiedono riforme urgenti per limitare gli additivi alimentari negli Stati Uniti.

Un numero sempre maggiore di studi suggerisce che alcuni additivi possono interferire con gli ormoni, la crescita e lo sviluppo di un bambino. Alcuni possono favorire il rischio di obesità infantile, le cui percentuali sono triplicate dagli anni ’70 negli Usa.

Oltreoceano poi è consentito l’uso di oltre 10.000 additivi per conservare, impacchettare o modificare il gusto, l’aspetto, la consistenza o i nutrienti degli alimenti. Molti sono stati approvati per la prima volta durante gli anni ’50 e circa 1.000 additivi sono stati utilizzati con un processo di designazione “generalmente riconosciuto come sicuro” che non richiede l’approvazione della Food and Drug Administration.

Ci sono dei punti deboli critici nell’attuale processo normativo degli additivi alimentari, che non fa abbastanza per garantire che tutte le sostanze chimiche aggiunte agli alimenti siano abbastanza sicure da far parte della dieta di una famiglia”, ha detto il Dr. Leonardo Trasande, autore principale dello studio. “Come pediatri, siamo particolarmente preoccupati per le significative lacune nei dati sugli effetti sulla salute di molte di queste sostanze chimiche su lattanti e bambini”.

Alcuni additivi vengono inseriti direttamente negli alimenti, mentre altri “indiretti” possono includere sostanze chimiche provenienti da plastica, colle, coloranti, carta, cartone e diversi tipi di rivestimenti utilizzati per la lavorazione e il confezionamento.

Ecco gli additivi più preoccupanti:

  1. I bisfenoli, come il BPA, usati per indurire i contenitori di plastica e le lattine di metallo, possono agire come estrogeni nel corpo e modificare i tempi della pubertà, diminuire la fertilità, aumentare il grasso corporeo e influenzare il sistema nervoso e immunitario.
  2. Gli ftalati, che rendono più flessibile la plastica utilizzata nella produzione alimentare industriale, possono influenzare lo sviluppo genitale maschile, aumentare l’obesità infantile e contribuire alle malattie cardiovascolari. Nel 2017, la Consumer Product Safety Commission ha vietato l’uso di alcuni ftalati in prodotti per l’infanzia come anelli da dentizione.
  3. I prodotti chimici perfluoroalchilici (PFC), utilizzati negli imballaggi alimentari di carta e cartone resistenti ai grassi, possono ridurre l’immunità, il peso alla nascita e la fertilità. La ricerca mostra anche che i PFC possono influenzare il sistema tiroideo, la digestione, il controllo muscolare, lo sviluppo del cervello e la resistenza ossea.
  4. Il perclorato, aggiunto ad alcune confezioni di cibo per controllare l’elettricità statica, è noto per influenzare la funzione della tiroide, lo sviluppo e la crescita del cervello nella prima infanzia.
  5. I coloranti alimentari artificiali, fin troppo comuni nei prodotti per bambini, possono essere associati a sintomi più evidenti di Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD). Gli studi citati nel rapporto hanno prove sufficienti per dimostrare che la riduzione dei coloranti alimentari artificiali dalla loro dieta mitigava i sintomi di ADHD.
  6. I nitrati/nitriti sono usati per conservare il cibo e migliorare il colore, specialmente nelle carni trattate e lavorate. Queste sostanze chimiche possono interferire con la produzione di ormoni tiroidei e la capacità del sangue di fornire ossigeno al corpo. Nitrati e nitriti sono stati associati anche a tumori del sistema nervoso e gastrointestinale.

Gli effetti potenzialmente dannosi degli additivi alimentari sono di particolare interesse per i bambini, perché essi sono più sensibili alle esposizioni chimiche oltre al fatto che sono ancora in crescita e in via di sviluppo.

“I prodotti chimici che influiscono sul sistema endocrino, ad esempio, possono avere effetti duraturi su un bambino poiché gli ormoni coordinano funzioni complesse in tutto il corpo”, ha detto il dott. Trasande.

Tra le sue raccomandazioni, l’AAP richiede un processo di designazione “generalmente riconosciuto come sicuro” più rigoroso e trasparente, con nuovi requisiti per i test di tossicità prima dell’immissione sul mercato e il riesame dei prodotti chimici precedentemente approvati.

Come ridurre l’esposizione agli additivi alimentari pericolosi

Secondo i medici dell’ American Academy of Pediatrics è possibile ridurre l’esposizione a queste sostanze con piccole accortezze, valide sia per i bambini che per gli adulti:

  • acquistare frutta e verdura fresca, soprattutto a km0 e meno carni lavorate, specialmente durante la gravidanza;
  • visto che il calore può causare il passaggio di BPA e ftalati dalle materie plastiche al cibo, evitare di cuocere al microonde alimenti o bevande in plastica. Se non è adatta, evitare di mettere la plastica nella lavastoviglie:
  • utilizzare alternative alla plastica, come vetro o acciaio inossidabile;
  • evitare la plastica con codici di riciclaggio 3 (ftalati), 6 (stirene) e 7 (bisfenoli) a meno che non siano etichettati come “biobased” o “greenware”.
  • lavarsi accuratamente le mani prima e dopo aver toccato il cibo e lavare bene frutta e verdura da consumare con la buccia.

Piccole accortezze che possiamo mettere in atto tutti i giorni, fin da subito, per allontanare dalla tavola dei nostri bambini queste sostanze tanto dannose quanto comuni.

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