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Wi-Fi e obesità, cosa hanno in comune?. Secondo alcuni esperti, ci sarebbe una stretta relazione tra l'esposizione delle donne in gravidanza ai campi elettromagnetici del wi-fi e i problemi di obesità del nascituro.

A rivelare questa correlazione è un nuovo studio condotto da un team di esperti dell'Università di Oakland in California, pubblicato anche sulla rivista scientifica Nature's Scientific Reports.

Secondo gli scienziati americani, le donne che durante il periodo della gestazione si trovano frequentemente esposte ai campi elettromagnetici del Wi-Fi avrebbero il 69% di probabilità in più di veder nascere un futuro obeso.

In realtà, i pericoli generati dalla diffusione capillare delle onde elettromagnetiche (date da cellulari, microonde e wi-fi) non sono una novità, ma oggi – con questa nuova scoperta – il quadro si amplia e diventa ancora più preoccupante, perché colpisce direttamente la salute dei bambini.

Secondo il Codacons, la diffusione sempre più massiccia dei dispositivi wi-fi, presenti ormai in quasi tutte le abitazioni private e negli uffici pubblici, è diventata un vero e proprio pericolo per la salute; per questo l'associazione dei consumatori chiede di porre un freno alla moltiplicazione indiscriminata dei dispositivi.

Da quanto emerge dallo studio americano, i campi elettromagnetici influirebbero sul metabolismo del glucosio, andando così a generare problemi di obesità.

Gli scienziati sono arrivati a questa conclusione esaminando un ampio campione di 1063 donne in gravidanza, che al momento del test si trovavano tra le 3 e le 15 settimane di gestazione, e i loro figli, seguiti dai medici dalla nascita fino ai 13 anni di età.

Ma c'è di più, perché il wi-fi genererebbe anche altre patologie sul nascituro: oltre a danneggiare i sistemi endocrini e metabolici dei più piccoli, il contatto con onde elettromagnetiche potrebbe compromettere anche la qualità dello sperma negli uomini adulti, di provocare aborti spontanei e di aumentare le probabilità di asma infantile.

A questo si aggiunge il problema dell'elettrosensibilità, ovvero quando si manifestano diversi disturbi, come cefalea e tachicardia, provocati dalla frequente esposizione ai campi magnetici, elettrici o elettromagnetici.

Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) a soffrire di questa patologia è tra l'1% e il 3% della popolazione mondiale, ma ancora oggi – nonostante i numeri – ancora non è considerata una vera e propria malattia.

Per evitare tutto questo, secondo il Codacons, il wi-fi dovrebbe essere disattivato in tutti i luoghi pubblici maggiormente frequentati da donne in dolce attesa, come ospedali e cliniche, parchi pubblici, scuole dell'infanzia, scuole primarie e biblioteche.

Verdiana Amorosi

Leggi lo studio originale

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