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Se avete figli o nipoti dai 5/6 anni in su, vi sarà probabilmente capitato, almeno una volta, di vederli impegnati con il loro videogame portatile o concentrati sul computer di casa, impossibilitati a staccarsi dal proprio videogioco e incuranti di qualsiasi stimolo esterno e di qualsiasi altra possibilità di divertimento. Tra bambini e videogiochi, infatti, si instaura molto presto un legame molto stretto che finisce quasi per creare una sorta di dipendenza.

Intendiamoci: il problema non sta nell’uso del videogioco in sé, ma nell’abuso che troppo spesso se ne fa. La velocità dell’azione, il rapido susseguirsi di situazioni diverse, il divertimento o la suspense generati dall’intreccio narrativo, il realismo o il fascino delle ambientazioni catturano con estrema facilità l’attenzione dei più piccoli, spingendoli a dimenticare o ad accantonare tutto il resto e influenzandone, in alcuni casi, anche i comportamenti.

La vera sfida per un genitore non sta nel proibire categoricamente i videogiochi ma nello spingere il proprio figlio a bilanciare i propri passatempi, a saper dedicare tempi diversi ad attività diverse e ad essere consapevole dell’importanza del tempo che si ha a disposizione. Per questo, i divieti, gli imperativi e i “metodi d’urto” (come staccare la spina dello schermo, rimuovere i giochi dal computer di casa e simili) non sono particolarmente indicati, in quanto il loro primo effetto non è di distogliere l’attenzione del bambino dal gioco, ma di farlo sentire frustrato. Percependosi come vittima di un’ingiustizia, vostro figlio approfitterà di tutte le occasioni possibili per coltivare “di nascosto” la propria passione per i videogiochi, escogitando anche qualche sotterfugio e imparando ben presto ad aggirare gli ostacoli...

Molto meglio, quindi, provare con strategie mirate a responsabilizzare il bambino, come spiega un genitore sul blog americano Eartheasy, raccontando la propria esperienza personale. Ecco quindi i suoi consigli, da genitore a genitore:

1. Gioca ad un videogioco insieme a tuo figlio

Lascia che il tuo bambino ti mostri i suoi videogiochi preferiti e ti insegni come giocare. Qualunque sia il tuo giudizio sul gioco in questione (educativo, divertente o censurabile…), avrai dimostrato a tuo figlio che sei aperto alle novità e che non hai preclusioni nei confronti del suo mondo e delle sue scelte. In poche parole, gli starai offrendo un esempio da seguire e sarai più credibile quando gli chiederai di non trascorrere tutto il tempo ai videogiochi e di dedicarsi anche ad altre attività.

2. Per una settimana, prendi nota del tempo trascorso dal tuo bambino davanti ai videogiochi

Chiedi al tuo bambino di tenere un diario del tempo speso giocando oppure tienilo al suo posto. Dopo una settimana, disegna un piccolo grafico a partire da questo diario (non servono schematizzazioni o diagrammi troppo complessi ed elaborati: basta che offriate al vostro piccolo una rappresentazione visiva immediatamente comprensibile del tempo libero che ha speso davanti allo schermo). In questo modo, non solo aiuterai tuo figlio quantificare il tempo che spende giocando ma, quando gli dirai che trascorre troppe ore concentrandosi solo sui videogiochi, avrai delle prove da mostrargli per rafforzare la tua affermazione!

3. Mostra a tuo figlio con quali e quante altre attività potrebbe riempire l’arco di tempo che dedica ai videogiochi

Sforzandoti un po’, puoi stilare una lista di attività ludiche, ricreative o sportive che tuo figlio potrebbero svolgere nell’arco di tempo che dedica quotidianamente ai videogiochi. Potrebbe imparare a suonare uno strumento musicale, oppure cimentarsi in uno sport, giocare all’aperto, andare in bicicletta, prendersi cura di un giardino… e svolgere tante altre attività semplici a cui il videogioco finisce per rubare del tempo. L’obiettivo è che il bambino comprenda che il tempo speso a giocare gli impedisce di fare qualcosa’altro e che questo qualcos’altro potrebbe essere piacevole, appagante e divertente anche più di un videogioco.

4. Organizza delle attività in casa o all’aperto per tuo figlio e per i suoi amici

Aiuta tuo figlio ad ideare ed organizzare delle attività e dei passatempi alternativi ai videogiochi, magari coinvolgendo i suoi amici: le possibilità sono davvero tantissime – dagli intramontabili giochi all’aperto, perfetti se si ha un po’ di spazio, ai giochi da tavolo, alla lettura, al disegno, alla cucina… – basta scegliere l’attività sulla base del carattere, del talento e dei gusti del proprio bambino, in modo che la trovi piacevole e accattivante.

5. Intraprendi con tuo figlio un progetto a lungo termine di sua scelta

I bambini non sono abituati a pensare o ad agire sul lungo periodo, ma scelgono sempre attività che offrono risultati, divertimento e gratificazioni immediate: come, per l’appunto, i videogiochi. Provate allora a coinvolgerli in un progetto a lunga durata che sia coerente con il loro carattere e che possa solleticare la loro curiosità. Le possibilità sono pressoché infinite: piantare e far crescere fiori in giardino, impegnandosi a curarli e prendersene cura, oppure costruire una casa per le bambole o uno skateboard, cucire e decorare un abito o un costume di Carnevale... insomma, siate creativi e, soprattutto, impegnatevi a seguire e a supportare i vostri figli nella realizzazione del loro progetto, aiutandoli sia a reperire strumenti e materiali necessari che a completare l’opera.

6. Riconosci i risultati ottenuti da tuo figlio nelle attività “sostitutive” dei videogiochi

I bambini amano essere gratificati: ecco uno dei motivi del successo dei videogiochi, che il più delle volte offrono riconoscimenti immediati. Per questo, quando vostro figlio si impegna in attività diverse dal videogioco, ricordatevi sempre di riconoscere e lodare il suo impegno e sottolineate i suoi risultati, in modo che sia stimolato a perfezionare e migliorare le sue performance.

7. Fai in modo che la famiglia pranzi e/o ceni insieme

Il videogioco è un passatempo solitario: anche quando si gioca in compagnia, si è sempre molto concentrati su se stessi e non si spendono energie per socializzare. Questa solitudine deve essere in qualche modo bilanciata creando occasioni di dialogo e comunicazione: ad esempio, i pasti rappresentano momenti preziosi in cui la famiglia può riunirsi e affrontare insieme gli argomenti più diversi. Quindi, impegnatevi a dedicare ai vostri cari e al dialogo con i vostri figli almeno un pasto al giorno!

Lisa Vagnozzi

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