Orsi di peluche con tubi e cerotti per aiutare i bambini malati in ospedale

Peluche tubi

Una 28enne scozzese ormai costretta a vivere con un sondino al naso e un catetere ha avuto l’idea di “intubare” orsacchiotti e peluche per aiutare i bimbi malati in ospedale ad “accettare” i dispositivi medici

Tubicini, flebo, sondini, cateteri e cerotti. La vita dura, durissima, dentro un ospedale è qualcosa che nessuno dovrebbe mai provare, soprattutto i bimbi. Una sofferenza troppo grande che necessita di un sostentamento costante. Ma come fare per alleviare il dolore dei più piccoli?

Lei ha cercato una via, una risposta consona ai desideri dei bambini e, affetta com’è da una sindrome genetica che la costringe a vivere con un sondino al naso e un catetere, Fiona Allan, 28enne di Glasgow, si è inventata un modo per far abituare i piccoli pazienti ai dispositivi medici e farli sentire “normali”. Con i peluche.

Cosa ci sarebbe di nuovo in un peluche in un ospedale? Ebbene, quelli ideati da Fiona sono orsacchiotti con tanto di tubicini, flebo, sondini, cateteri e cerotti. La ragazza ha iniziato a realizzarli a novembre per far sì che i piccoli si "sentano come gli altri bambini, normali" e oggi sono molto richiesti: Fiona ne ha attualmente realizzati circa 20.

La Bbc ha raccolto anche la testimonianza di una mamma, Emily Cotton che racconta: "L'orsacchiotto ha aiutato mia figlia ad adattarsi ai dispositivi medici che ha. La distrae mentre infiliamo o togliamo quelli veri da lei ed è facile spiegare agli altri bambini perché lei ha bisogno di tutte le sue valvole per vivere".

ospedale peluche

Ma i benefici di questi speciali orsacchiotti non ricadono solo sui bimbi malati. “Il mio progetto è decollato grazie alla fotografia del primo peluche intubato postata su Facebook. Ad essere entusiasti sono anche i fratellini dei pazienti, che si abituano ad avere qualcuno in casa ricoverato, ci giocano e imparano anche a medicarlo, come fanno i genitori. Toccare e tirare i tubi a un peluche non causa nessun danno”, racconta.

Una dolcissima iniziativa, non credete?

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