Liberi di esplorare la propria identità. La guida della Chiesa Anglicana contro il bullismo di genere

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Gli studenti dovrebbero essere liberi di vestirsi da supereroi o di indossare un mantello e una tiara o ancora un tutù e dei tacchi senza che gli insegnanti si permettano di commentare o i compagni siano autorizzati a schernire o peggio ancora a compiere atti di bullismo. A lanciare questo messaggio contro il bullismo di genere è la Chiesa Anglicana in una guida per le scuole.

Nella guida messa a disposizione delle sue scuole, la Chiesa Anglicana si è mostrata molto aperta scrivendo che ogni allievo dovrebbe poter essere libero di esplorare chi davvero è, anche se questo comporta l’utilizzo di vestiti particolari o solitamente non utilizzati dal genere a cui si appartiene. I bambini dovrebbero infatti poter giocare ed esplorare la propria identità con gli abiti e nei modi che più gradiscono senza per questo essere etichettati o addirittura minacciati.

La scuola materna e la scuola primaria, secondo la chiesa inglese, dovrebbero essere un momento di "esplorazione creativa", un luogo in cui gli allievi si possano sentire liberi senza aver paura del giudizio o della derisione degli altri. Ecco perché si invitano non solo gli studenti ma anche gli insegnanti ad evitare l'uso di etichette che potrebbero alienare il comportamento dei bambini "solo perché non si conforma agli stereotipi di genere".

La chiesa d’Inghilterra, che istruisce un milione di alunni in un totale di quasi 5.000 scuole, ha fornito per la prima volta già tre anni fa alcuni consigli per evitare discriminazioni omofobiche, ma ora la guida è stata aggiornata anche per coprire altri tipi di bullismo come quello transfobico e bifobico. E ce n’è molto bisogno…

Sembra infatti che in Inghilterra ben 2 bambini su 5 nascondono aspetti di se stessi per paura di essere vittime di bullismo. Dei 1600 bambini e ragazzi tra gli 8 e i 16 anni interrogati nel corso di un sondaggio in occasione della settimana anti-bullismo inglese, quasi due terzi hanno dichiarato di aver assistito o di essere stati oggetti di bullismo per qualche loro caratteristica “diversa” dalla norma, più della metà temeva questa eventualità e un quarto diceva che avrebbe accettato anche di cambiare alcuni aspetti di sé pur di conformarsi.

L’Arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, a proposito della guida ha dichiarato che questo strumento si propone di aiutare le scuole a diffondere il messaggio cristiano "senza eccezione o esclusione" dato che nessuno dovrebbe essere ridotto ad uno “stereotipo o ad un problema”:

“L'obiettivo di questa guida è quello di impedire agli allievi delle scuole e delle accademie della Chiesa di Inghilterra di diminuire la propria autostima o di evitare la violenza in seguito al loro orientamento sessuale percepito o effettivo o l'identità di genere”.

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Francesca Biagioli