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È un dramma silenzioso quello che ogni giorno si consuma nel mondo. Ogni minuto, due bambini vengono uccisi dalla polmonite prima di aver compiuto i cinque anni. A denunciarlo è il nuovo rapporto di Save the Children.

Un bilancio disastroso e allarmante: sono circa 1 milione i bambini morti ogni anno per via della malattia infettiva più mortale sul pianeta, che da sola fa più vittime di altre cause di mortalità infantile come diarrea, malaria e morbillo.

Quattro vittime su cinque sono bambine e bambini sotto i 2 anni di età e i cui sistemi immunitari sono già indeboliti e compromessi dalla malnutrizione, una piaga che oggi, nella sua forma acuta, riguarda ben 52 milioni di minori con meno di 5 anni.

Malattie che paradossalmente sono prevenibili e curabili. Vite che, secondo Save the Children, potrebbero essere salvate garantendo ai bambini il cibo, l’acqua e le cure mediche di cui hanno bisogno e ai quali hanno diritto.

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Rapporto ‘Lottare per respirare’

Nel 2015, 920mila bambini hanno perso la vita perché colpiti dalla polmonite, pari al 16% delle morti infantili a livello globale e in oltre l’80% dei casi, si tratta di bimbi che non hanno ancora compiuto i 2 anni di età e che presentano sistemi immunitari già di per sé indeboliti a causa della malnutrizione o dell’insufficiente allattamento al seno.

Nello specifico, la malnutrizione che nella sua forma acuta colpisce attualmente 52 milioni di minori sotto i 5 anni al mondo, mentre quella cronica riguarda 155 milioni di bambini , è associata a quasi la metà delle morti infantili causate dalla polmonite.

Come si legge nel Rapporto:

“Forme gravi di malnutrizione aumentano di 4 volte il rischio per i bambini di morire per polmonite rispetto ai loro coetanei che si nutrono adeguatamente. Il 17% dei decessi da polmonite avviene nel primo mese di vita e il 3% dei bambini che risultano sottopeso alla nascita vengono colpiti dalla grave infezione respiratoria.

Un’altra piaga è quella dell’allattamento al seno che amplifica il rischio per i piccoli di contrarre la polmonite e contribuisce alla morte di circa 823mila bambini con meno di 5 anni di età.

“Non abbiamo più alcuna scusa: è semplicemente inaccettabile che si permetta che così tante vite vengano spezzate per via di una malattia che il mondo può sconfiggere grazie alle conoscenze e alle risorse di cui dispone”, ha dichiarato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children.

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Ma quali sono i paesi più colpiti? Secondo “Lottare per respirare” la maggior parte dei decessi infantili causati dalla polmonite avviene in Asia meridionale e Africa subsahariana, con India, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo e Etiopia che da soli fanno registrare quasi la metà dei casi a livello globale.

Paesi che conosciamo bene e in cui i bambini vivono in condizioni di povertà, con meno possibilità di essere vaccinati o di ricevere cure appropriate. Nei Paesi a basso e medio reddito, infatti, sono 170 milioni i bambini sotto i 2 anni non vaccinati alla polmonite.

“Con questi ritmi si stima che nel 2030 avremo ancora 735mila bambini che perderanno la vita per via di un male che si potrebbe prevenire e curare in modo semplice e con costi ridotti”, ha proseguito Valerio Neri.

In concomitanza con il lancio del rapporto, nell’ambito della campagna Fino all’ultimo bambino, l’organizzazione ha dato avvio al suo sforzo globale contro la polmonite e ha rivolto un invito ai leader mondiali a riunirsi in un summit internazionale per lottare contro questa piaga.

Bambini che soffrono in tutto il mondo:

Su questa crisi umanitaria è intervenuto anche l’ex Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan:

“Le compagnie farmaceutiche, i governi, i donatori e le agenzie delle Nazioni Unite devono unire i loro sforzi in modo da rendere più accessibili i prezzi dei vaccini contro la polmonite e in questo modo salvare quante più vite possibile”.

Per sostenere la campagna 'Fino all’ultimo bambino' clicca qui

Dominella Trunfio

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