museo sottosopra

Nel cuore di Roma, nel quartiere Testaccio esiste un piccolo scrigno dove i bambini possono scoprire l’archeologia e toccare con mano le anfore in cui era custodito il nettare degli Dei. Si chiama Sottosopra! ed è uno spazio ludico didattico che oggi vive grazie tre esperti che lavorano gratis e fuori orario.

Inaugurato lo scorso anno all’interno del Nuovo Mercato, Sottosopra! è stato creato dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma ed Explora – il Museo dei Bambini di Roma, con l’obiettivo di far conoscere ai più piccoli l’archeologia. È qui, infatti, che bambini tra i 4 e i 10 anni conoscono i reperti, ne scoprono la materialità, ma anche i colori e gli odori.

Tutto estremamente bellissimo e interessante, una sorta di viaggio tra gli antichi romani e nella vita quotidiana della plebe, lontana dai luoghi del potere e delle grandi dimore imperiali, per assaporare gli angoli più reconditi di una vita normale.

A credere in questo progetto, tanto da lavorarci gratis e fuori orario sono tre dipendenti: Renato Sebastiani, sua moglie l’archeologa Alessia Contino e Alice Ancona, assistente tecnico, che nei fine settimana, invece, di rilassarsi si mettono a disposizione dei bambini rispondendo a tutte le loro curiosità.

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Gestiscono così le aperture e le prenotazioni, visto che i mezzi della Sopraintendenza continuano purtroppo ad essere limitati. Ma piuttosto che far morire un bel progetto, i tre esperti investono il loro tempo al Sottosopra!.

“Perché lo facciamo? Perché si dedicano tante energie intorno a un progetto ed è bello vederlo vivere. Penso che Sottosopra possa contribuire a far crescere una comunità più consapevole. Provo una immensa soddisfazione quando questi spazi sono pieni di bambini attenti e curiosi, impegnati a ricostruire con pezzi autentici le anfore di due millenni fa”, spiega Sebastiani al Corriere.

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All’interno del museo, infatti, i bambini possono ricostruire anfore romane mentre ascoltano i racconti degli esperti che si accontentano dei sorrisi dei piccoli visitatori. Ma resta da chiedersi, è giusto che un museo debba contare sul volontariato?

Se lo chiede spesso anche Alice:

“Difficile non farlo, viene spontaneo, i risultati ci sono e quindi scatta la forza di volontà. Tra i tre, sono quella che si pone più domande, per esempio se sia giusto compensare così una certa assenza della mano pubblica”.

Anche perché il loro non è un caso isolato. In tante regioni italiane, i dipendenti più solerti si fermano oltre l’orario di lavoro pur di assicurare la visita a tutti, una passione che sicuramente è da elogiare, ma che fa riflettere molto. Non sarebbe meglio assumere nuovo personale e lavorare su turni? Quanti laureati sognano un posto da dipendente in un museo?

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Va benissimo premiare chi fa del proprio lavoro una missione, soprattutto quando si tratta della divulgazione della nostra storia e dell’immenso patrimonio artistico e culturale italiano, ma non possiamo nasconderci dietro un ‘tutti dovrebbero seguire questo esempio’ che è da rilanciare con ‘tutti dovrebbero avere la possibilità di essere retribuiti per il lavoro che fanno’.

Poche finanze? Non sempre è così, perché di sprechi ne vediamo troppi e ne abbiamo abbastanza.

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E ancora da fare con i nostri bambini:

INFORMAZIONI
Prenotazioni e informazioni: [email protected]
Età: 4-10 anni
Dove: Via Lorenzo Ghiberti 19-c/o Mercato Testaccio, 1° piano Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma

Dominella Trunfio

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