Malnutrizione, il killer silenzioso che uccide 3 milioni di bambini in tutto il mondo

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Nel mondo ogni anno circa 3 milioni di bambini muoiono di fame. A lanciare l'allarme è un nuovo rapporto di Save the Children, da cui emerge che 52 milioni di minori sotto i 5 anni in questo momento stanno soffrendo la carenza improvvisa di cibo e nutrienti, mentre ben 155 milioni sono malnutriti cronici.

Sono numeri drammatici quelli del rapporto ‘Una fame da morire. Vecchie e nuove sfide nel contrasto alla malnutrizione’, per questo Save the Children lancia la campagna globale ‘Fino all'ultimo bambino’ attraverso un sms solidale 45544 attivo dal 12 ottobre al 5 novembre.

“È semplicemente inaccettabile che ancora così tanti bambini perdano la vita perché colpiti dalla malnutrizione, un killer silenzioso, ma prevenibile. Diventano così bambini senza un domani, molto spesso per il solo fatto di essere nati nel posto sbagliato, in contesti molto poveri o colpiti da pesanti crisi”, ha dichiarato Claudio Tesauro, presidente di Save the Children.

Secondo il rapporto a giocare un ruolo fondamentale sono povertà, cambiamenti climatici e i conflitti. Nei Paesi a medio e basso reddito, 2 minori su 5 vivono in stato di povertà con forti deprivazioni circa l'accesso al cibo, ai servizi igienico-sanitari e all'educazione, mentre nel Corno d'Africa e in Kenya, in seguito all'emergenza climatica El Niño, 7 milioni di bambini stanno ancora facendo i conti con la carenza d'acqua e di sostanze nutritive.

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I bambini e i cambiamenti climatici

Quasi 20 milioni di persone nel Corno d'Africa stanno soffrendo gli effetti di una dura crisi alimentare in seguito alla grave emergenza El Niño, considerata la peggior crisi legata al cambiamento climatico degli ultimi 35 anni.

A livello globalese i cambiamenti climatici estremi dovessero intensificarsi si stima che oltre 592 milioni di persone potrebbero essere a rischio malnutrizione nel 2030 e quasi 477 milioni nel 2050.

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I bambini in zone di guerra

Delle 815 milioni di persone denutrite a livello mondiale, più della metà (489 milioni) vive in Paesi colpiti da conflitti, dove si stima che il tasso di malnutrizione cronica si riduca a un ritmo 4 volte inferiore rispetto ai Paesi non colpiti da crisi e dove i tassi di povertà risultano in media superiori di 20 punti percentuali.

In queste zone, secondo il rapporto, i bambini hanno il doppio delle possibilità di diventare malnutriti e morire durante l’infanzia rispetto ai propri coetanei negli altri Paesi in via di sviluppo.

In Yemen, dove circa 17 milioni di persone - pari al 60% della popolazione - risultano in stato di insicurezza alimentare, già prima della crisi circa la metà dei bambini sotto i 5 anni risultava affetta dalla malnutrizione e 1 donna ogni 370 moriva per complicazioni durante gravidanza e parto mentre dal 2014 al 2016 l’aggravarsi del conflitto ha provocato un aumento del 20% delle morti infantili.

“Oggi più che mai è arrivato il momento di dire basta. Basta alla perdita di così tante vite, tra i bambini, che potrebbero essere facilmente salvate e protette. Basta a così tante infanzie spezzate, negate e compromesse. È dunque fondamentale che il mondo rafforzi il proprio impegno e faccia ancora di più per contrastare in maniera efficace la malnutrizione. Perché un mondo che volta la faccia anche a un solo bambino la volta al suo stesso futuro”, ha detto Valerio Neri, direttore generale di Save the Children.

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I paesi poveri

Chiaramente, i bambini che nascono in contesti di povertà sono i più esposti al rischio della malnutrizione e alle gravi deprivazioni di carattere sanitario ed educativo. Save the children spiega che in 103 paesi a medio e basso reddito sono 689 milioni i minori considerati poveri multidimensionali.

Tra gli elementi che incidono sulla povertà infantile anche l'accesso all'istruzione e alla formazione, dal quale restano ancora tagliati fuori 263 milioni di bambini e adolescenti in tutto il mondo.

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In Africa subsahariana, appena meno della metà della popolazione che vive nelle zone rurali (43%), può accedere alle fonti d’acqua potabile, mentre solo 1 persona su 5 ha accesso ai servizi igienici, considerati entrambi elementi essenziali nella lotta alla malnutrizione. In Asia centrale e meridionale la percentuale di popolazione nelle aree rurali con accesso ai servizi igienici è invece del 40%.

Dominella Trunfio

Foto: Save the Children