Risonanza magnetica nel bosco incantato per i piccoli pazienti del Regina Margherita a Torino

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La risonanza magnetica è un esame che può risultare fastidioso e stressante. Anche i bambini purtroppo possono averne bisogno e in questo caso la situazione diventa ancora più complicata. Al Regina Margherita di Torino hanno pensato ad un modo che renda più facile e divertente il sottoporsi a questo esame. Quale? Realizzare un vero e proprio bosco incantato.

E’ stata inaugurata ieri una risonanza magnetica anti-stress di cui potranno usufruire i bambini che necessitano di questa particolare analisi. Non bisogna sottovalutare infatti che si tratta di un esame lungo che dura in media 30-40 minuti in cui bisogna stare completamente immobili e che spesso è accompagnato da molta ansia per l’attesa del responso.

Proprio per cercare di limitare la paura, la stanza, le pareti e il macchinario utilizzato per effettuare la risonanza sono stati trasformati in un paesaggio pieno di verde, montagne, animali e stelle. Guardate la differenza tra il prima e il dopo...

risonanza prima dopo

Ovviamente lo scenario serve ad abbassare la tensione e il nervosismo dei piccoli pazienti. Un modo concreto ed efficace per limitare l’ansia che spesso subentra prima di sottoporsi a questo esame. Ma non si tratta solo di decorazioni, nell’attesa i piccoli potranno vedere i propri cartoni animati preferiti e alla fine della risonanza riceveranno addirittura un diploma firmato dal dottore e dall’infermiera di turno per il coraggio dimostrato.

Anche la sala d’attesa è stata studiata in modo tale da favorire il relax e la tranquillità dei piccoli pazienti. Sono a disposizione dei bambini infatti pupazzi e giochi e tutte le pareti sono colorate e disegnate per fare in modo che i piccoli si sentano a loro agio.

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Il progetto è stato realizzato grazie alla raccolta fondi effettuata dalla Fondazione Forma che a Natale scorso ha raccolto la cifra necessaria alle decorazioni che era stimata tra i 10 e i 15 mila euro.

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Non è la prima volta che si pensa ad un’idea del genere (esiste qualcosa di simile ad esempio al Bambin Gesù di Roma) per rendere meno pesante la permanenza dei bambini che devono sottoporsi a test ed analisi in ospedale. Speriamo che l’iniziativa si estenda presto anche ad altre strutture pediatriche del nostro paese.

Francesca Biagioli

Foto: formaonlus