Bonus asili nido: chi può fare richiesta e come inviare le domande

Bonus asili nido

Bonus asili nido: 1000 euro da ripartire in 11 mesi. Finalmente è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del 17 febbraio 2017 che istituisce il bonus asili nido per i nati o adottati a partire dal 1° gennaio 2016 di circa 90 euro mensili.

Il buono potrà essere percepito per un massimo di un triennio, visto che si riferisce alla platea dei bambini da 0 a 3 anni.

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Diciamo “finalmente”, perché il decreto del presidente del Consiglio dei ministri con le indicazioni operative, che la legge di bilancio chiedeva di emanare entro il 30 gennaio, è stato pubblicato solo in questi giorni sulla Gazzetta ufficiale. In ogni caso, le domande non vanno ancora presentate, dal momento che bisogna aspettare le istruzioni pratiche che dovrebbero essere pubblicate entro i prossimi 30 giorni dall’Inps sul sito istituzionale.

Cos’è il bonus asili nido

È un beneficio consistente in un buono annuo di mille euro, "parametrato per ogni anno di riferimento a undici mensilità, da corrispondere, in base alla domanda del genitore richiedente, per far fronte al pagamento della retta relativa alla frequenza di asili nido pubblici o asili nido privati autorizzati".

Si tratta di un contributo erogato dall'Istituto nazionale della previdenza sociale tramite un pagamento diretto con cadenza mensile al genitore richiedente, “fino a concorrenza dell'importo massimo della quota parte mensile, dietro presentazione da parte dello stesso genitore della documentazione attestante l'avvenuto pagamento della retta per la fruizione del servizio presso l'asilo nido pubblico, o privato autorizzato, prescelto”.

In più, è stato istituito anche un buono per un importo massimo di mille euro annui per favorire l'introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto di tre anni che non abbiano la possibilità di frequentare gli asili nido perché affetti da gravi patologie croniche, dietro presentazione di un'attestazione rilasciata dal pediatra di libera scelta. Anche questo contributo sarà corrisposto dall'Inps “direttamente al genitore richiedente dietro presentazione da parte di quest'ultimo di un'attestazione rilasciata dal pediatra di libera scelta, sulla scorta di idonea documentazione, che attesti, per l'intero anno di riferimento, l'impossibilità del bambino di frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”.

Chi può chiedere il bonus asili nido

Potrà chiedere il contributo - che si può chiedere per le rette pagate da quest’anno per i figli nati o adottati dal 1° gennaio 2016 - soltanto il genitore che sostiene l’onere della retta e che sia convivente con il figlio.

Il genitore deve avere la cittadinanza italiana, oppure di uno Stato membro dell'Unione europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario, deve essere in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Infine il genitore che fa richieste deve essere residente in Italia.

asilo

Come inoltrare la domanda

Per accedere al bonus, il genitore richiedente dovrà inoltrare esplicita domanda all'Inps tramite i canali telematici, indicando a quale dei due benefici intende accedere. Bisogna in ogni caso attendere le istruzioni pratiche che dovrebbero essere pubblicate entro i prossimi 30 giorni dall’Inps sul sito istituzionale.

Quando presentare la domanda

Per ciascun anno, a decorrere dal 2017, le domande possono essere presentate entro il 31 dicembre e il beneficio sarà erogato nel limite di spesa indicato secondo l'ordine di presentazione telematica delle domande. Se, a seguito delle domande presentate, si dovesse raggiungere, anche in via prospettica, il limite di spesa, l'Inps non prende in considerazione ulteriori domande (i fondi disponibili sono 144 milioni nel 2017 e saranno ripartiti secondo l’ordine di presentazione delle domande. 250 milioni per il 2018, 300 milioni per il 2019, e di 330 milioni di euro annui a decorrere dal 2020.)

BONUS ASILI, ATTENZIONE

Chi diventerà beneficiario del bonus nido non potrà sfruttare la detrazione al 19% dall’Irpef delle spese fino a 632 euro (lo sconto vale 120,08 euro).

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I benefici sono invece cumulabili con i voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting, ossia col contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati (l'articolo 1, commi 356 e 357, della legge 232/2016 ha prorogato per il biennio 2017-2018 il beneficio in questione sia per le lavoratrici dipendenti e iscritte alla Gestione separata - nel limite di spesa di 40 milioni di euro per ciascuno dei due anni - sia per le lavoratrici autonome e imprenditrici - nel limite di spesa di 10 milioni di euro per ciascuno dei due anni).

Germana Carillo