'Colora il pozzo petrolifero': l'assurdo opuscolo per i bambini delle scuole della Basilicata (PETIZIONE)

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È mai possibile che in un opuscolo informativo che promuove la sostenibilità ambientale, ci sia una pagina in cui i bambini devono colorare “la testa di un pozzo di trivellazione”? Eppure succede, nelle Divertimappe realizzate nel programma EposBasilicata.

L’intento era quello di realizzare un quaderno illustrato per bambini che raccontasse attraverso curiosità e giochi le meraviglie della Basilicata, ovvero parchi nazionali, regionali, castelli e tutte le straordinarie pianure coltivate della costa jonica.

“In ogni pagina, gli elementi naturalistici, paesaggistici e storico culturali si fondono in un fascinoso mix che stuzzica la curiosità dei più giovani e li invita a cercare il senso del luogo in cui si abita”, si legge nel programma EposBasilicata.

Effettivamente tutte informazioni presenti e anche a misura di bambino, se non fosse per quella pagina 12 dove c’è appunto un pozzo di trivellazione.

“Provami che ci sei stato! Colora del colore giusto la testa di un pozzo di trivellazione”, si legge.

Non solo, la pagina è dedicata alla Valle dell’Agri che viene citata come la valle dell’energia, slogan di marketing Eni. E ancora tra le curiosità, una prosopopea su quanti barili di petrolio vengono estratti e sul fabbisogno che esso soddisfa.

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Dati che di certo poco interessano a dei bambini.

E allora cosa si cela dietro questa pagina 12? Forse un qualche collegamento con il colosso Eni?

Ricordiamo, comunque, che le Divertimappe della MediaBooks sono state realizzate con Fondi Fers regionali.

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Non è la prima volta che Total ed Eni portano avanti progetti nelle scuole lucane e anche nell’università, tant’è che in rete si trova perfino una petizione per far sì che venga interrotta questa collaborazione. Una petizione in cui il Centro Oli Val d’Agri (Cova) chiede addirittura che Eni interrompa definitivamente ogni gita scolastica.

“Non solo riteniamo queste situazioni come volte a fornire informazioni di parte quindi parziali e dettate da interessi economici o di marketing, mostrate secondo i dati e le esigenze del privato, quindi assolutamente prive di pubblici o periodici contraddittori, ma altresì si corre l’ingiustificabile rischio di esporre potenzialmente dei bambini, quindi target sanitari delicati, a tutta una serie di contaminanti tossici o cancerogeni ufficialmente annoverabili nella casistica in questione”, si legge nella petizione.

E ancora:

“Riteniamo altresì eccessiva l’ingerenza delle compagnie petrolifere nelle attività didattiche.Vogliamo capire quanto queste attività siano indirizzate alla manipolazione dell’informazione e se venga lasciato ai figli ed ai genitori contrari a tali progetti, le dovute alternative formative. La scuola lucana non diventi un’occasione di riciclaggio per l’immagine di chi sta inquinando il territorio lucano e potenzialmente anche la salute ed il futuro dei nostri studenti”.

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Dominella Trunfio