L'asilo del mare: a Ostia la scuola dove si impara e si gioca in spiaggia

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Via i banchi, via la sedie e la lavagna. Via anche le mura e i cartelloni. Spazio a sabbia, conchiglie ma soprattutto al mare. Benvenuti a Ostia. Qui è nato il primo asilo del mare. Un approccio che si allontana da quello della scuola tradizionale pur condividendone i programmi ministeriali.

Vacanza, sole, ombrelloni, castelli di sabbia. Il mare non è solo vacanza, estate e gioco ma è il palcoscenico privilegiato per imparare sperimentando. Nato dalla collaborazione tra l'Associazione Manes, l'Istituto Amendola Guttuso e il CHM Lipu di Ostia, l'asilo del mare aprirà ufficialmente a gennaio.

Dal bosco al mare. L'associazione Manes vanta già un'altra bellissima iniziativa: l'asilo nel bosco. Da due anni, la campagna di Ostia Antica è diventata una classe all'aperta sia per i bimbi dai 2 ai 6 anni che successivamente per quelli delle elementari.

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Anche l'asilo del mare è ispirato all'outdoor education. L'iniziativa verrà ufficialmente presentata il 22 dicembre al Centro Habitat Mediterraneo della Lipu di Ostia ma abbiamo chiesto al maestro Danilo Casertano, già ideatore e fondatore dell'Asilo del Bosco, di raccontarci cos'è l'asilo del mare e cos'ha di speciale.

Ciao maestro Danilo, ci racconti cos'è l'asilo del mare?

È un progetto per la scuola dell'infanzia unico nel suo genere che avrà per tutto l'anno protagonisti il mare e il litorale romano, luoghi che i bambini avranno l'occasione di poter esplorare e conoscere quotidianamente. La nave salperà alla ripresa delle lezioni a Gennaio 2017.

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Com'è nato?

Nasce dalla pluriennale collaborazione dell’Istituto Comprensivo Amendola-Guttuso e l’Associazione Manes a cui si è aggiunta la fondamentale partecipazione del CHM Lipu, oasi naturalistica e parco letterario. Nasce dalla voglia di riqualificare un territorio con la forza delle idee, del coraggio e dell’andare a valorizzare la bellezza che a volte è oscurata dai racconti della cronaca troppo affamata di disagio. Nasce dall’amore per il mare, per la Natura e per il luogo in cui siamo cresciuti. Nasce dall’osservazione della realtà, di come la spiaggia, l’oasi siano luoghi frequentati tutto l’anno, da migliaia di persone che vi passeggiano, che ci corrono, che ci pescano e che per tutti i giorni della settimana lavorativa e scolastica sono “bonificati” dalla presenza dei bambini.

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Cosa si fa in un asilo del mare?

Come tutto quello che abbiamo fatto, lo scopriremo facendo. Ci consideriamo degli esperti in Outdoor Education e come tali sappiamo che dobbiamo procedere con cautela e gradualità. Tutti: bambini, educatori, genitori prenderemo prima di tutto confidenza con questo ambiente imparando a conoscerne limiti e potenzialità. Chi lavora in questo progetto conosce perfettamente il territorio e le attività di outdoor. La maestra Alessandra che guiderà la ciurma viene da anni di insegnamento e dall’esperienza dell’asilo nel bosco. Alessandro Polinori, responsabile Lipu, è poi un grandissimo esperto di interpretazione naturalistica e didattica ambientale. I punti fermi sono l’aula attrezzata presso la scuola Amendola – Guttuso, l’Oasi CHM, il porto Turistico, Parco Pallotta e ovviamente il lungomare con le sue spiagge libere e scogliere.

L'associazione Manes ha già dato vita all'asilo e alle elementari nel bosco. Quali sono le differenze con l'asilo del mare?

Noi siamo da sempre attivi nella sperimentazione pedagogica e didattica. L’asilo del mare va nella direzione del “genius loci”, Ostia è mare, è la foce del Tevere, è il porto di Roma non potevamo non fare un progetto qui. C’è il rapporto con l’istituto Amendola – Guttuso che ogni anno ci porta a innovare e a scoprire nuove possibilità. L’ambiente differente porterà attività diverse ma è ancora troppo presto per rispondere con precisione, richiedetemelo a Giugno!

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Che giochi si fanno frequentando l'asilo del mare? E cosa si impara?

I campi d’esperienza del Ministero rimangono il nostro punto di riferimento, le attività andranno a soddisfare quelle indicazioni nazionali. La cura degli animali selvatici dell’ambiente salmastro e marino permetterà ai bambini di conoscere il mondo che li circonda in maniera molto più profonda che sfogliando un libro, un apprendimento 4d! Impareranno a conoscere i propri limiti motori camminando sulla sabbia (altro che pilates!) e a sviluppare la creatività giocando con materiali non strutturati come legni, conchiglie e sabbia bagnata. Dovranno imparare a diventare più autonomi nel vestirsi e cambiarsi, nell’essere membri in un gruppo all’avventura.

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Perché mamma e papà dovrebbero sceglierlo in alternativa al classico asilo?

Prima di tutto la Salute direbbe Troisi! L’ambiente marino è un toccasana per il benessere psicofisico di grandi e piccini anche d’inverno. Avremo l’occasione di poter esplorare tanti luoghi ricchi di bellezza, conoscenze e storia. I bambini hanno bisogno di muoversi, stanno troppo tempo al chiuso. Se hanno capacità motorie di chilometri come possono resistere in pochi metri quadrati?

Quali sono i vantaggi per i bambini e per i genitori, sia sotto il profilo educativo che sotto quello relazionale?

Per poter insegnare all’aperto bisogna avere un rapporto educatore-bambino di almeno uno a nove e questo ha grandi ricadute positive dal punto di vista sia relazionale che educativo. I risultati che stiamo raccogliendo dalle esperienze già attive lo dimostrano.

Il mare, maestro di vita.

Francesca Mancuso

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