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Per evitare la SIDS, la tristemente nota sindrome della morte in culla, i bambini e i genitori dovrebbero condividere la stessa stanza per almeno 6 mesi. Lo dice un nuovo rapporto della American Academy of Pediatrics (AAP) in cui, tra i fattori preventivi per assicurare un sonno sicuro ai neonati, si parla anche del co-sleeping.

Il rapporto, reso noto durante la conferenza nazionale dell’AAP a San Francisco, afferma che i genitori che condividono la camera con il loro bambino vedono ridurre il rischio di SIDS del 50%. In questo modo è possibile infatti monitorare meglio il bambino mentre dorme ma la situazione è positiva anche perché la vicinanza con la mamma favorisce l’allattamento al seno, altro sistema naturale che ha dimostrato, tra le altre cose, di avere effetto preventivo nei confronti della SIDS (riduce il rischio del 70%).

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I pediatri raccomandano però di dormire nella stessa stanza ma in letti separati mettendo il bambino in una culla o nel lettino. Mai invece bisogna addormentarsi con il bambino o la bambina su superfici morbide come possono essere quelle di poltrone o divani. Queste buone abitudini dovrebbero essere tenute per almeno i primi 6 mesi (la maggior parte delle morti in culla si verificano tra il primo e il quarto mese di vita e il 90% nei primi 6 mesi) ma sarebbe meglio raggiungere l’anno di età quando il rischio di SIDS si abbassa drasticamente.

L’obiettivo è ovviamente quello di ridurre il rischio di morte improvvisa del neonato, una tragedia che purtroppo avviene ancora frequentemente ma che nella maggior parte dei casi si può prevenire seguendo delle semplici regole. Della SIDS non si conoscono bene le cause nonostante esistano delle teorie accreditate. Tra queste vi è quella che ritiene che il cervello dei bambini di pochi mesi non sia ancora sviluppato a sufficienza per poter regolare la respirazione combinandola con l’ambiente e quindi il contatto con superfici morbide, peluche, coperte, ecc. o con un ambiente troppo caldo sia potenzialmente pericoloso e possa favorire la SIDS.

"Non ci dovrebbero essere cuscini, lenzuola, coperte o altri oggetti che potrebbero ostacolare la respirazione del neonato o causare un surriscaldamento" hanno infatti dichiarato i pediatri.

Sembra anche che alcuni bambini siano più vulnerabili di altri per fattori genetici o per caratteristiche fisiche.

co sleeping

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Ma quindi come possiamo assicurare un ambiente di sonno sicuro al neonato? Nel rapporto dei pediatri americani si leggono i seguenti consigli:

Mettere il bambino sulla schiena su una superficie stabile e ferma come quella di una culla o di un lettino

Evitare la biancheria da letto troppo morbida: cuscini, piumini, ecc. Non circondare il bambino di peluche

Condividere la camera da letto con i genitori (ma non lo stesso letto) per almeno 6 mesi ma meglio per tutto il primo anno di vita

Evitare l’esposizione del bambino a fumo, alcool e droghe

 

Francesca Biagioli

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