neonati tin

Latte di mamma e genitori h24. Cosa c’è di meglio per un bambino appena nato? Nutrimento, calore e coccole si rivelano ancora più importanti per quei piccoli che alla nascita vengono ricoverati in terapia intensiva neonatale. Finalmente tutto questo sarà possibile anche per loro.

Chi non ci è passato forse ignora che negli ospedali italiani la burocrazia non aiuta affatto le famiglie con bimbi nati prematuri che possono accedere in terapia intensiva neonatale per vedere e accudire i propri piccoli solo in alcuni orari, tra l'altro molto rigidi. Tutto questo ovviamente non favorisce l’allattamento al seno, consigliato per la salute di mamma e bambino.

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Finalmente la svolta tanto attesa. Nel corso della “Prima Conferenza nazionale per la promozione e il sostegno dell'allattamento al seno” che si è svolta a Roma è stato infatti siglato un accordo che prevede la possibilità per i genitori con figli ricoverati di entrare 24 ore su 24 nei reparti di Terapia intensiva neonatale (Tin) di tutta Italia.

Un obiettivo raggiunto per il quale si lavorava da anni. Ministero della Salute ma anche l'associazione Vivere onlus e la Società di Neonatologia (Sin) sponsorizzeranno ora caldamente l’opportunità di mantenere il contatto costante con i piccoli pazienti finalizzato soprattutto a favorire l’allattamento al seno, la cui buona riuscita si gioca in gran parte sui primi giorni di vita.

Non solo nutrimento fisico ma anche psichico è quello che otterranno i bambini nati prematuri che potranno finalmente essere coccolati dai propri genitori senza limiti di orari. Una situazione che ovviamente pesava molto alle famiglie e che tra l’altro rappresentava una sorta di discriminate a seconda degli ospedali, visto che ognuno poteva scegliere liberamente come gestire gli accessi.  

Questo cambiamento, come ha sottolineato Mauro Stronati, presindente Sin:

“Non solo aiuta a promuovere l'allattamento al seno nei bimbi prematuri ma aiuta anche psicologicamente entrambi. Da un lato costituisce un elemento protettivo per lo sviluppo cognitivo, emotivo e linguistico del bambino, dall'altro diminuisce sensibilmente lo stress di mamme e papà, per i quali un ricovero e la conseguente separazione nei primi giorni di vita è sempre molto difficile da accettare”.

Una buona notizia dunque per tutte quelle mamme e quei papà che non saranno più costretti a vivere una situazione già tanto difficile aggravata anche dal trauma della separazione dal proprio bambino.

Francesca Biagioli

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