cane ospedale

Pet therapy in corsia, ma questa volta con qualche amico in più. Accade a Dolo, in provincia di Venezia, nel cui Ospedale è partito proprio ieri un progetto sperimentale totalmente innovativo di pet therapy, in collaborazione con l’associazione Teama (Terapie e attività mediate da animali) di Padova.

Innovativo perché gli amici in più sono i gatti! Già, quel che ha di nuovo il progetto “Quattro zampe in Pediatria” è proprio il fatto che mette insieme a collaborare per il benessere dei piccoli pazienti sia cani che gatti.

Già da tempo l’associazione padovana è impegnata nella diffusione della pratica della pet therapy, che prevede l’impiego di animali appositamente educati e guidati da operatori (psicologi e psicoterapeuti, educatore cinofilo, medico veterinario) certificati dal Centro di Referenza Nazionale per la Pet Therapy. Tra l’altro, il reparto di Pediatria di Dolo è già noto per aver portato tra i bimbi la clown terapia, svolta da un gruppo di volontari due volte alla settimana. Ogni quindici giorni, inoltre, i volontari dell’associazione veneziana Il Castello, leggono libri e inscenano piccoli spettacoli. Infine, i rugbisti di Mirano periodicamente vanno in reparto per raccontare della loro attività, regalando la colazione ai bambini e invitandoli alle loro partite gratuitamente.

COME FUNZIONA - L’iniziativa sarà completamente gratuita per l’Ulss 13 e avrà una durata di cinque mesi, con una cadenza settimanale di circa un’ora in cui, a fianco del gioco con gli animali, si proporranno attività creative sul tema del mondo della natura e degli animali.

È un progetto - dice il primario Luca Vecchiato - che se riscuoterà successo, verrà ancora riproposto nel nostro reparto. E che si affianca ad altre importanti iniziative che da qualche anno proponiamo per dare sollievo alle famiglie e ai loro bambini in quanto capaci di ridurre lo stress e l’ansia che il ricovero tende a provocare”.

È proprio questo, infatti, il principio che guida la Pet Therapy: l’animale domestico non è più visto come un soggetto passivo, ma come una figura attiva dalla quale ricevere affetto. Certo, non dobbiamo aspettarci il miracolo della guarigione, ma avere con sé un amico fidato e giocherellone per i piccoli malati fa sicuramente sentire meno soli e più forti.

Germana Carillo

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