bambino aerosol

Bronchiolite, quando è davvero pericolosa? Compare soprattutto in autunno e in inverno e per lo più nei primi sei mesi di vita. La bronchiolite per i bebè e i genitori è una bella gatta da pelare, ma, con un po’ di pazienza e il giusto trattamento, passa anche questa! 

Si tratta di un’infezione dei “bronchioli”, ossia dei piccoli passaggi presenti nei polmoni, ed è in genere causata da un’infezione virale. In pratica, la bronchiolite è un'infezione virale acuta che colpisce soprattutto le piccole vie aeree dei bambini di età inferiore ai due anni, soprattutto se prematuri.

Le cause

L’infezione è causata principalmente dal virus respiratorio sinciziale (VRS), che è una delle più frequenti cause di disturbi delle vie respiratorie nel corso dei primi anni di vita che si presenta nei mesi freddi nei climi temperati e nella stagione delle piogge, quando le temperature si fanno più basse. La bronchiolite è tuttavia secondaria a una trasmissione che avviene prima di tutto per contatto diretto con secrezioni infette e la fase di contagio dura tipicamente da 6 a 10 giorni.

In ogni caso, i principali fattori di rischio sono:

l’esposizione al fumo di sigaretta
età al di sotto dei 6 mesi
ambienti particolarmente affollati
niente allattamento al seno
famigliarità per l’asma
nati prematuri (prima delle 37 settimane di gestazione)

Sintomi della bronchiolite

In genere la bronchiolite esordisce con i tipici sintomi di una influenza: febbricola e rinite sono i principali segnali. In seguito si presenta una tosse più o meno severa e difficoltà respiratoria, caratterizzata da un aumento della frequenza respiratoria e rientramenti intercostali (cioè la difficoltà respiratoria si manifesta visivamente a livello della narici e delle costole). Spesso tutto si risolve spontaneamente, ma in alcuni casi può essere necessario il ricovero, specialmente al di sotto dei sei mesi di vita.

In bambini così piccoli, infatti, ci può essere un'ipossiemia (l’ossigeno nel sangue diminuisce) più grave e può osservarsi una disidratazione a causa della perdita idrica dovuta allo sforzo respiratorio. Inoltre, nei piccoli nati prematuri o di età inferiore alle 6 settimane di vita, è ancora più elevato il rischio di apnea, per cui vanno tenuti sotto osservazione i parametri cardio-respiratori.

In ogni caso è bene andare all’ospedale se il bambino rifiuta totalmente il cibo e per garantire al piccolo un'adeguata ossigenazione del sangue (con la somministrazione di ossigeno umidificato e riscaldato) e un'adeguata idratazione (con soluzioni glucosaline somministrate per via endovenosa).

Le cure della bronchiolite

A volte è sufficiente alleviare i sintomi con un buon lavaggio del nasino, umidificando gli ambienti, somministrando ossigeno e con un po’ di sano riposo. Niente antibiotici, che non sono efficaci contro le infezioni virali! Le medicine usate soprattutto a livello ospedaliero comprendono farmaci per la cura dell’asma e, eventualmente in aggiunta, cortisonici. Nei bambini particolarmente gravi gli antivirali rappresentano un’ulteriore opzione.

Come prevenire la bronchiolite?

La maggior parte dei casi di bronchiolite non si prevedono facilmente, perché i virus che causano la malattia sono diffusi nell’ambiente. Tuttavia, ricordatevi sempre di lavare le mani, soprattutto dove ci sono bambini, e in più cercate sempre di evitare il contatto dei bambini più piccoli con altri bambini o adulti affetti da infezioni delle vie aeree; scegliete l'allattamento al seno e fateli bere tanto; fate frequenti lavaggi nasali con soluzione fisiologica o ipertonica e non fumate mai in casa (in generale vicino a loro!).

Germana Carillo

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