Lavoro minorile: in Brasile è vietato ma i bambini sono sempre più sfruttati (VIDEO)

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In Brasile la legge vieta il lavoro minorile ma purtroppo le regole non vengono rispettate e molti bambini lavorano illegalmente in condizioni pericolose e denigranti. Da questo punto di vista nel paese è ancora necessaria una grande lotta per il cambiamento.

L’argomento del lavoro minorile è stato oggetto di approfondimento da parte dei nostri corrispondenti dal Brasile grazie al progetto Programa de combate ao Trabalho Infantil da Justiça do Trabalho.

Secondo i dati dell’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE) più di 3,3 milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni sono vittime di sfruttamento del lavoro minorile. Almeno 70 mila di loro hanno un età che non supera i 9 anni.

Si tratta dunque di bambini che si trovano costretti a lavorare nel periodo della vita in cui invece dovrebbero giocare e frequentare la scuola. I bambini che lavorano come schiavi guadagnano cifre irrisorie e perdono la loro infanzia. Sono vittime di incidenti e di abusi.

In Brasile purtroppo oltre 12 mila infortuni sul lavoro riguardano i bambini. Nel Paese sta nascendo una nuova campagna contro il lavoro minorile, composta da video e spot che verranno trasmessi alla radio e in televisione, oltre che sui social network e nei cinema.

La campagna per combattere il lavoro infantile ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi derivanti da tale fenomeno in Brasile. Tutti i bambini hanno diritto al gioco, all’istruzione e ad una crescita sana.

Sul totale dei bambini sfruttati, il 49,8% si trova in zone rurali, mentre il 50,2% vive nelle aree urbane. Il 61% non riceve una paga fissa mentre il 90% ha un rendimento scolastico scarso, proprio perché la possibilità di frequentare la scuola è molto limitata o assente.

I riferimenti legali per la protezione dei bambini non mancano: esistono convenzioni internazionali e garanzie costituzionali, eppure le azioni per la tutela dei minori non vengono portate fino in fondo e tutto resta sulla carta.

Secondo Katia Magalhães Arruda, responsabile della campagna TST per fermare il lavoro minorile, lo sfruttamento dei bambini in Brasile è una conseguenza della mancanza di democrazia: Non c’è piena democrazia e dunque il lavoro minorile prolifera”.

La speranza è che la nuova campagna possa portare dei risultati per proteggere la vita e la salute dei bambini. Il video della campagna TST è già presente su Youtube e possiamo contribuire a diffonderlo.

Marta Albè

Fonte foto: Trabalho Infantil Brasil

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