cestino dei tesori cover

Possiamo mettere a disposizione dei bambini dei giochi educativi molto semplici da realizzare a costo quasi zero, come il cestino dei tesori di Elinor Goldschmied. Le idee di questa educatrice e pedagogista britannica nata agli inizi del Novecento sono infatti ancora molto attuali.

Il gioco del cestino dei tesori è una delle sue proposte più note ed apprezzate. È rivolta in particolar modo ai bambini di età compresa tra i 6 e i 10 mesi e permette loro di scoprire il mondo che li circonda attraverso gli oggetti.

L’idea è nata dalla sua esperienza negli asili nido britannici. Ha studiato in modo approfondito le loro esigenze e la loro psicologia. Considerava molto importante che i bambini non rimanessero inattivi e che fossero i protagonisti di relazioni di amicizia e affettive, per evitare danni sensoriali e psicologici.

La possibilità di giocare e la sicurezza affettiva sono a suo parere tra gli aspetti più importanti della vita di un bambino.

Possiamo definire il cestino dei tesori come una tecnica ludica che consente al bambino ancora piccolo di avere a disposizione una serie di oggetti da scoprire che altrimenti non saprebbe raggiungere, poiché non è ancora in grado di camminare.

Per preparare questo gioco basta avere a disposizione un cestino di vimini, o di altro materiale, e una serie di oggetti adatti a formarne il contenuto. Il cestino dovrebbe essere abbastanza grande da contenere numerosi oggetti ma anche di dimensioni adatte per fare in modo che il bambino possa toccarli e provare ad afferrarli.

Il gioco deve avvenire sotto la supervisione dell’adulto. Infatti i bambini tenderanno a portare gli oggetti alla bocca per scoprirli e da questo punto di vista è bene evitare qualsiasi rischio a partire dalla scelta degli stessi. Sono dunque da evitare gli oggetti troppo piccoli che il bambino potrebbe ingerire.

Il bambino esplorerà gli oggetti che preferisce toccandoli con le mani e portandoli alla bocca. Il genitore o comunque una persona adulta sarà al suo fianco come presenza rassicurante ma non dovrà intervenire (se non in caso di necessità) per permettere al bambino di dedicarsi all’esplorazione libera del contenuto del cestino.

Potrete scegliere il numero degli oggetti da inserire nel cestino, che nei casi dei giochi più stimolanti può contenerne anche fino a 60 o 100, in modo che il bambino non si annoi mai e abbia sempre delle sorprese e qualcosa di nuovo da scoprire. Potrete preparare comunque un piccolo cestino con 10 o 15 oggetti circa.

Come scegliere gli oggetti per il cestino dei tesori

La scelta degli oggetti da inserire nel cestino dei tesori per il vostro bambino dovrà innanzitutto stimolare tutti e cinque i sensi: tatto, olfatto, gusto, udito e vista. La vista sarà stimolata dalle dimensioni, dal colore e dalla lucentezza degli oggetti, l’udito sarà attirato dai rumori che gli oggetti potranno produrre anche solo toccandoli. L’odore e il sapore dei diversi materiali stimoleranno l’olfatto e il gusto, mentre per quanto riguarda il tatto sceglieremo oggetti di consistenze, peso e forme diverse.

Potrete scegliere oggetti di origine naturale, oggetti in legno, in metallo o in altri materiali. Alcuni esempi di oggetti considerati adatti per il cestino dei desideri sono: sonaglini, pigne, palline da tennis, cuscinetti naturali imbottiti con fiori di lavanda o chiodi di garofano, coperchi dei barattoli della marmellata, formine per i biscotti, pettine di legno, spazzola, spazzolino da denti in setole naturali, castagne, noci, pietre ben levigate, spugne.

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Fonte foto: The Imagination Tree

L’idea è di avvicinare il bambino al cestino e di essere i testimoni – come semplici osservatori – delle sue scoperte ed esplorazioni. Quando il bambino sarà più grande, potrete evolvere questo gioco sullo stile della scatola per indovinare gli oggetti del metodo Montessori. Infatti quando i bambini avranno imparato a riconoscere gli oggetti nominandoli, potranno divertirsi ad indovinarli.

Per saperne di più sull'argomento vi suggeriamo la lettura dei seguenti testi: “La valigetta delle sorprese” di Guido Petter e “La scala di corda” di Judith Pinnock.

Marta Albè

Fonte foto: The Imagination Tree

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