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Siamo convinti che i cambiamenti più grandi, e potenzialmente più duraturi ed efficaci, partano dal basso e abbiano come protagonisti bambini e ragazzi. La storia che vi raccontiamo oggi è un piccolo esempio di come si possano svolgere belle ed istruttive attività nelle scuole, volte ad aiutare i più giovani a crescere in maniera positiva confrontandosi con se stessi ma anche con gli altri su tematiche importanti.

Il progetto dell’Associazione “Il lupo e la farfalla – Formazione creativa che attualmente si svolge in due scuole una a Roma, l’altra a Monterotondo, sta sperimentando un originale metodo che lavora sulla prevenzione primaria, in particolare sul rapporto con il cibo e con il corpo per evitare la comparsa dei tristemente noti e purtroppo frequenti disturbi alimentari.

Nello specifico, le attività sono rivolte ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie (di primo grado) e sono finalizzate a raggiungere un obiettivo importante: l’equilibrio alimentare e quello corporeo attraverso un percorso graduale di adattamento e avvicinamento ad un tema tanto delicato quanto difficile quale può essere il rapporto con il cibo.

LA CONSAPEVOLEZZA DEL CORPO

La fondatrice Paola Assunta Buccarella, medico, omeopata e nutrizionista, ci racconta quanto sia importante fare i conti da subito con il proprio corpo, saperlo riconoscere, gestire ed amare:

“Ho capito che i giovani, bambini e ragazzi, per crescere in maniera sana ed equilibrata, hanno bisogno di imparare a conoscere il loro corpo giorno dopo giorno, scoprire le loro qualità nascoste ed imparare a sfruttarle nel modo ad essi più congeniale. Un corpo che sta bene con se stesso, sente preponderante la necessità di mantenersi in forma e, soprattutto di nutrirsi in maniera più idonea alle proprie caratteristiche psico-fisiche, e, soprattutto, non utilizza il cibo come valvola di sfogo per le proprie ansie e frustrazioni”.

Ecco allora che si è pensato di realizzare attività di sensibilizzazione per i ragazzi su corrette ed equilibrate abitudini alimentari con una serie di laboratori effettuati a cadenza mensile e/o trisettimanale in orario scolastico. A portarli avanti la stessa Paola, medico nel suo ruolo educativo di sensibilizzazione e prevenzione e la figura di un arte-terapeuta per le tematiche corporee individuali e di gruppo.

LE ATTIVITA’

Ma nel concreto di che attività si tratta e in che modo si cerca di tirare fuori le qualità dei ragazzi?

“Ogni laboratorio è stato diviso in due sessioni – ci spiega la dottoressa Paola - la sessione: sviluppo dei cinque sensi e la sessione sviluppo di ritmo e/o movimento corporeo. Per comprendere qual è il modo più semplice, pratico e salutare di nutrirci abbiamo bisogno di conoscere il nostro corpo. E quale miglior modo se non sfruttando appieno tutte le qualità dei nostri cinque sensi con l'ausilio di attività singole e/o di gruppo? Esse rappresentano uno step importantissimo all'interno dei laboratori, perché aiutano ed incoraggiano il ragazzo/a a prendere coscienza del proprio corpo e delle sue potenzialità per giungere infine alla creazione di un corretto equilibrio alimentare individuale”.
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La seconda sessione, invece, lavora sul corpo con esercizi ed attività specifici, selezionati e pensati ad hoc con l’intento di stimolare la recettività dei giovani in tutte le sue sfumature.

Il corpo possiede un suo ritmo naturale che viene stimolato sia venendo utilizzato esso stesso come lo strumento musicale più completo sempre a nostra disposizione sia accompagnando il suo ritmo a quello della musica melodica o di un ritmo base con l'aiuto degli strumenti a percussione, da sempre considerati il più valido prolungamento del nostro corpo” ci spiega Paola.
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Alla base di tutte queste attività c’è l’idea di mettere da parte il movimento strutturato e impostato a cui siamo abituati e che “sfoggiamo” nella società in cui viviamo e di insegnare invece ai ragazzi ad utilizzare il proprio corpo in maniera consapevole, ovvero a capire come si sta muovendo in quel determinato momento oppure quali sono le parti del corpo che si stanno utilizzando per quel dato movimento. Cose sulle quali di solito non ci soffermiamo affatto.

“Fondamentale poi porre attenzione e concentrazione sull'azione-movimento nel presente; con il corpo noi costruiamo qualcosa attimo per attimo e quello che noi costruiamo rimane poi impresso, per sempre, nella nostra memoria mentale e corporea. Le attività che propongo vanno quindi dalla scoperta delle possibilità espressive della propria corporeità, allo sviluppo del ritmo e del respiro, a favorire una migliore percezione dello spazio, a coordinare più fluidamente i movimenti, ad esprimere quelli proposti, a crearne di propri, a partecipare a coreografie improvvisate o di gruppo”.

Paola mi racconta poi che i ragazzi sono davvero una categoria privilegiata con cui lavorare:

“È fantastico lavorare con i ragazzi perché sono così recettivi, capiscono al volo, sono vere e proprie ‘spugne’ che assorbono tutte le informazioni che vengono loro fornite, le elaborano velocemente e le conservano in memoria a breve e lungo termine per poi tirarle fuori al momento giusto anche se ancora in maniera, il più delle volte, inconsapevole”.

Le scuole di oggi sono ovviamente multiculturali e sembra che i risultati migliori li ottengano spesso proprio i ragazzi stranieri che, visti i problemi di lingua, hanno più difficoltà degli altri a seguire i metodi di apprendimento classici. Il linguaggio del corpo si rivela quindi davvero universale e alla portata di tutti.

COME REAGISCONO I RAGAZZI E DI COSA HANNO REALMENTE BISOGNO

Durante il percorso si è visto un cambiamento radicale in tutti i ragazzi/e che hanno aderito al progetto, notato anche con soddisfazione dagli insegnanti. All’inizio si evidenziavano rigidità corporea, timidezza e diffidenza verso gli operatori ma alla fine tutto si è trasformato e c’è stato spazio invece per entusiasmo, fiducia e voglia di tirar fuori, ognuno a modo suo, il proprio essere.

“Il lavoro sul corpo che è stato portato avanti in tutti questi mesi ha dato i suoi frutti: è riuscito ad armonizzare le energie interne di ciascun ragazzo, tirando fuori emozioni positive. Dando fiducia agli operatori, i ragazzi si sono lasciati condurre 'per mano' in questo viaggio di realizzazione della propria consapevolezza corporea, passaggio fondamentale per imparare a conoscersi in maniera più approfondita, capire in che modo lavorare su se stessi per migliorare la propria vita e le proprie abitudini alimentari” ci ha detto Paola.

Tutto questo traspare senza dubbio dai feedback che hanno lasciato i ragazzi alla fine del loro percorso.

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Vista l’esperienza sul campo chiedo alla dottoressa di cosa hanno davvero bisogno ragazzi/e in questa delicata età.

Di sincerità, che gli si parli con il cuore in mano, che ci si metta a nudo di fronte a loro e si raccontino le cose così come esse sono e non come dovrebbero essere, con i loro riscontri positivi e negativi. Hanno un incredibile bisogno di credere prima in se stessi, poi nella vita, infine di potersi fidare del mondo degli adulti, a cui essi aspirano ma da cui si sentono ancora molto lontani”.

Paola si augura di poter coinvolgere sempre più ragazzi in queste attività e di poterli seguire per anni in modo da valutare obiettivamente i risultati raggiunti a lungo termine. Un’avventura che continua e a cui auguriamo molta fortuna!

Nel frattempo tutti, più o meno giovani, possiamo tenere a mente questo bel suggerimento che ci fornisce la dottoressa Paola Assunta Buccarella:

Non bisogna aspirare ad una vita perfetta ma ad una vita equilibrata, in armonia con noi stessi e con il mondo circostante. Per alcuni, molti di noi può essere difficile, ma per nessuno è impossibileTutti abbiamo delle grandi opportunità e riusciremo sicuramente a realizzare tutto ciò che desideriamo se iniziamo a lavorare sodo, utilizzando tutte le 'armi' a nostra disposizione con grande coraggio, un fermo proposito ed una incrollabile fede e fiducia in noi stessi”.

Francesca Biagioli

Photo Credit: greenMe.it

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