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Come rendere felici i bambini? Beh, ognuno (forse) conosce il proprio metodo. Ogni genitore sa vizi e virtù dei giovincelli che scorazzano in casa e ognuno, preso singolarmente, sa bene che pesci prendere in ogni singola occasione (o almeno nell’80% dei casi..., 70..., vabbè 50 e 50).

Eppure, anche sul manuale del bimbetto allegro la scienza può correre in nostro soccorso, fornendo alcuni suggerimenti per fare in modo che tutti vivano felici e contenti. Ecco allora qualche trucchetto per passare delle giornate spossose insieme alla vostra cucciolata e, vi avverto!, sono banditi drasticamente smartphone e tablet!

1. Scherzate! Sì, proprio così! Secondo una ricerca, se fate i mattacchioni con la figliolanza, aiutate i piccoletti ad avere in futuro un successo sociale e fornite loro gli strumenti per pensare in modo creativo, fare amicizie e gestire lo stress. Quindi sentitevi liberi di giocare a fare i buffoni di corte, i vostri bambini un giorno vi ringrazieranno.

2. Think positive! Siate positivi. Oh gente, nulla di nuovo qui. È un po’ come quando dovete gestire i loro capricci o inserirli al nido. La negatività non porta da nessuna parte, tanto meno alla felicità. Per cui, dite addio al ciclo genitore arrabbiato, bambino arrabbiato, genitore arrabbiato, e rivolgetevi al pupo sempre in maniera propositiva e con un sorriso stampato sul volto. Non vi sarà complicato non appena vedrete i loro occhioni riempirsi di gioia.

3. Auto-compassione. Proprio così: ci sono studi che suggeriscono che l’auto-compassione è molto importante nelle abilità della vita, perché aiuta le persone a resistere alle sfide. L’auto-compassione è composta dalla consapevolezza e dalla capacità di gestire i pensieri e le emozioni, senza essere trascinati via né reprimerle, crea empatia con la sofferenza degli altri, il riconoscimento della propria sofferenza e un impegno a risolvere un problema. E serve, anche, a superare serenamente le difficoltà nella crescita dei figli. In questo modo, anche loro daranno l’esempio per i loro figli.

4. Lasciate la presa. Quando i bambini volano via dal nido, sarebbe meglio lasciarli andare. Lo so, è un concetto un po’ difficile da digerire per noi mammine italiane tutte ragù e biscottini anche a 40 anni, ma vi siete mai chiesti se la vostra mamma chioccia onnipresente e a tratti ossessiva vi abbia reso davvero felici? Insomma, il segreto per avere cuccioli e futuri adulti sereni e contenti pare proprio essere quello di non interferire troppo nelle loro vite. Ciò li renderà meno ansiosi, più coscienti di sé e più aperti a nuove esperienze.

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5. Genitori uniti, bimbi felici! Che genialata, ma non giriamoci intorno. L’instabilità di un rapporto di coppia si ripercuote, che lo vogliate o no, anche e soprattutto sul benessere dei figli, a partire dalla qualità del loro sonno e dal loro modo di porsi nei confronti della quotidianità.

6. Via la depressione (o almeno provateci). Se sospettate di essere depressi, chiedete aiuto, per il vostro bene e per il vostro bimbo. Secondo alcune ricerche, le mamme depresse lottano con il proprio stato di “genitore” e spesso impartiscono stili genitoriali negativi (vedi sopra) che possono anche contribuire allo stress dei propri figli. Ma c’è un ma: alcuni ricercatori giurano che mamma o papà possono essere un buon genitore anche se sono alle prese con la propria salute mentale.

7. La mamma è sempre la mamma. Ebbene sì, paparini dall’ego ferito, una stretta relazione con la madre (stretta, non asfissiante – e torniamo sopra) fa bimbi felici e soprattutto li aiuta ad affrontare meglio il mondo esterno. Un altro studio avrebbe anche riportato che uno stretto rapporto con la propria madre in prima adolescenza (dai 14 anni) è stato associato a una migliore qualità delle relazioni sentimentali da giovani adulti. Insomma, se i bambini si sentono vicini ai loro genitori (sì, dai, mettiamoci anche babbo!), modelleranno gli aspetti positivi di questo rapporto quando raggiungeranno l’età adulta.

8. Nessuno è perfetto! Non lo sarete voi come genitori e, probabilmente, non lo saranno nemmeno i vostri figli a scuola o a sport. Cioè, probabilmente non avete in casa un premio Nobel, ma che importa. L’importante è spronarli e farli sentire sicuri delle loro capacità, l’importante è insegnare loro a fare le cose per bene, con ingegno, volontà e dedizione, e vedrete che una strada la troveranno e avranno successo in qualsiasi campo.

Germana Carillo

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