Giovani contro Obama

Bambini e ragazzi contro Obama per i cambiamenti climatici: il Presidente degli Usa dovrà affrontare una causa mossa contro di lui da 21 giovani di età compresa tra gli 8 e i 19 anni. Gli attivisti hanno depositato al tribunale distrettuale dell’Oregon una richiesta ufficiale di attuare un piano nazionale per la riduzione delle concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica a 350 ppm entro il 2100.

Non è una petizione, ma una vera e propria denuncia, presentata lo scorso 12 agosto in coincidenza con la Giornata Internazionale della Gioventù, che accusa apertamente uno degli uomini più potenti del mondo e tutto governo federale degli Usa di rischiare, con dolo, “danni alla vita umana, la libertà e la proprietà” con un uso intensivo combustibili fossili.

Secondo Xiuhtezcatl Tonatiuh Martinez, uno dei giovani firmatari della causa nonché Youth Director degli Earth Guardian, il governo federale sa infatti perfettamente da decenni come l’inquinamento da combustibili fossili stia causando il riscaldamento globale incrementando l’anidride carbonica presente in atmosfera.

Il ragazzo ha solo 14 anni ma è impegnato con l’associazione no profit con l’obbiettivo di spingere i giovani a unirsi per fermare il massacro del nostro pianeta. L’aperta accusa al governo degli Usa non è solo di non fare nulla, ma di peggiorare la situazione in modo consapevole, aggravando la situazione con l’uso dei combustibili fossili.

Il documento evidenzia anche l’impatto che le emissioni pericolose attuali avranno e stanno già avendo sui giovani, riportando storie individuali dei firmatari della denuncia, che hanno già dovuto affrontare i cambiamenti climatici. Non solo dunque i timori per il futuro, soprattutto per le bellezze naturali e il potenziale ricreativo dello stato dell’Oregon, ma anche un triste presente.

Tra tutti i casi riportati anche quello di Levi Draheim, di 8 anni, che vive su un’isola che separa l’Indian River Lagoon dall’Oceano Atlantico e che, a causa dell’innalzamento del livello dei mari, è stato costretto ad accettare la potenziale perdita della sua casa. Una testimonianza di terrore, ma anche di pericolosa e inaccettabile rassegnazione ai disastri compiuti dall’uomo.

I giovani dunque dicono no, e alzano la testa contro i grandi poteri. Perché per cambiare il mondo ci vuole coraggio, ma anche molta voglia di vivere. E chi ne ha di più dei bambini e dei ragazzi?

Roberta De Carolis

Foto: Our Children’s Trust

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