bambini malati terra dei fuochi

Terra dei Fuochi, una questione tutt'altro che risolta. Ecco allora che Don Patriciello, parroco di Caivano (Napoli), ha deciso di pubblicare le foto dei bambini malati di cancro sul letto d'ospedale. Vuole che si continui a parlare di questo fenomeno molto grave.

I cittadini tendono a dimenticare tutto troppo in fretta. La Terra dei Fuochi, con tutti i suoi disagi, è ancora qui e le foto dei bambini malati ricoverati in ospedale ce lo ricordano in modo amaro e inaccettabile. Quella di Don Patriciello è una lotta all'indifferenza.

Il parroco ha dunque pensato di pubblicare le foto di due bambini malati e subito si sono scatenate le polemiche. Il fenomeno non sarebbe né sotto controllo né ormai risolto. Don Patriciello ha sottolineato che nella Terra dei Fuochi le persone continuano ad ammalarsi, soprattutto i bambini.

Ha definito la situazione una vera e propria guerra. Secondo le sue parole l'allarme non può cessare e il numero dei morti inganna. Il parroco invita ad andare a vedere qual è la vera situazione degli ospedali di Napoli e dintorni, dove tanti pazienti non hanno nemmeno un letto per riposare e dove le liste di attesa per un ricovero sono infinite.

"Occorre entrare nelle case dove si stanno spegnendo i nostri cari e, umilmente chiedere come stanno facendo per tirare avanti...", ecco l'invito di questo sacerdote che è un testimone diretto delle conseguenze sulla salute della popolazione legate al dramma della Terra dei Fuochi.

Di fronte all'invito a mettersi al servizio degli altri per essere d'aiuto a chi soffre non sono mancate le polemiche. Il parroco avrebbe richiesto ai genitori il permesso di pubblicare le foto dei due bambini (Aurora e Mattia, di 8 anni) ma allo stesso tempo non sarebbe stata dimostrata una connessione tra la loro condizione patologica e la realtà dei fatti, secondo quanto dichiarato dal filosofo Andrea Masullo.

Dunque il parroco avrebbe violato la privacy dei bambini? Si tratta semplicemente di due bambini della Terra dei Fuochi, che soffrono in ospedale probabilmente come molti altri loro conterranei, giovanissimi o adulti. Si può forse criticare la pubblicazione delle foto sui social network (eppure l'autorizzazione dei genitori ci sarebbe stata) ma non si possono chiudere gli occhi davanti alla condizione di chi si trova in ospedale, malato, spesso solo, nella Terra dei Fuochi così come in altri luoghi.

Marta Albè

Fonte foto: internapoli.it

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