adozioni

Adozioni internazionali: 5mila euro per le famiglie che adottano a partire dal 2015. Così il Governo si impegna a introdurre nella legge di stabilità un bonus annuale per coloro che intraprendono il difficile percorso delle adozioni.

Un sostegno economico, dunque, per quelle famiglie – e in Italia sono migliaia – che scelgono l'adozione nonostante i tanti ostacoli burocratici, i lunghissimi tempi di attesa e i costi elevati. E non solo: la scelta di accogliere un bimbo da un Paese straniero comporta anche seguire delle regole che spesso si scontrano con quelle italiane. Il Brasile, per esempio, chiede minimo 45 giorni di permanenza prima di portare a casa il minore: il che vuol dire assentarsi dal lavoro per un periodo davvero lungo e in Italia una tale assenza non viene remunerata fin quando l'adozione non viene riconosciuta.

Insomma, una bella gatta da pelare, ma quando da un lato c'è l'amore di una famiglia e dall'altro bambini disagiati non si bada molto alle spese ed è forse per questo che l'Italia risulta al secondo posto al mondo per numero di adozioni internazionali.

Un sospiro di sollievo allora lo fa tirare l'impegno del Governo "sull'importante profilo del sostegno economico alle famiglie che intraprendono il percorso adottivo", come ribadisce il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio. Il problema delle risorse è reale e a farlo presente è Silvia Della Monica, presidente della commissione Adozioni internazionali. "L'ultimo decreto per i rimborsi è del 2011 e col fondo residuo 2013 stiamo ancora pagando i costi di due anni prima. In pochi anni le risorse sono drammaticamente diminuite. Solo a poco tempo fa avevamo a disposizione 20 milioni di euro, mentre lo scorso anno siamo scesi a soli 5 milioni. Questo è il motivo per cui non possiamo andare avanti col sistema dei rimborsi. Una funzione, questa, che potrebbe essere assorbita anche dall'Agenzia delle entrate". Da qui, Della Monica lancia l'idea di una "detraibilità documentata" o di un "aumento della deducibilità".

FAMIGLIE AFFIDATARIE – Intanto, si spiana la strada anche verso le adozioni da parte delle famiglie affidatarie. I bambini in affido, cioè, potranno essere adottati anche dagli stessi genitori, spesso anche single, cui erano stati affidati. Un grosso passo in avanti verso la tutela del minore e dell'infanzia.

Finora, infatti, non era consentito alla coppia o anche al "monogenitore" che accoglieva un bambino in affido, diventarne poi genitore a tutti gli effetti. Ora, la Commissione giustizia del Senato ha approvato il ddl 1209, che modifica la legge 184 del 1983 in tema di affido e di adozioni, e che interviene per "garantire il diritto dei bambini e delle bambine alla continuità degli affetti". In poche parole, famiglia o persona affidataria che ne facciano richiesta (e sempre se ciò corrisponde all'interesse del bimbo), d'ora in poi potrebbero avere la sacrosanta possibilità di essere considerate in via preferenziale per l'adozione stessa.

Continuità è la parola chiave, dunque, ovvero tutto quello di cui un bambino ha bisogno. Senza il dolore di un distacco dopo anni di affidamento e senza un nuovo pesante senso di abbandono. Ma, per ora, il ddl attende l'approvazione definitiva in Aula.

Germana Carillo

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