Sharing economy: anche i mattoncini LEGO si condividono online con Pley

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Noi che non siamo nativi digitali da piccoli amavamo giocare con i mattoncini Lego e dare vita ogni giorno a nuove avventure, tra casette, astronavi e macchinine. Anche i bambini di oggi, in fondo in fondo, preferiscono le costruzioni ai videogiochi. Ecco allora che una mamma statunitense, sommersa dai mattoncini e dai giocattoli dei figli, ha deciso di dare il via a Pley, una piattaforma per la condivisione dei Lego.

I più piccoli, si sa, non sempre amano condividere i propri giochi con gli amichetti. Ma nell'era in cui l'accumulo coinvolge anche i bambini, è davvero arrivato il momento di provare a mettere a disposizione degli altri ciò che non utilizziamo quasi mai. Negli Stati Uniti il progetto sta coinvolgendo genitori e figli. Con l'aiuto degli utenti è possibile espandere le proprie possibilità di giocare e di costruire nuovi oggetti con i mattoncini colorati.

Al momento il servizio sarebbe disponibile soltanto Oltreoceano, ma speriamo che il suo successo lo faccia arrivare presto anche in Italia. Il servizio di condivisione funziona così. Si paga un abbonamento mensile che permette di ordinare un set di mattoncini Lego con cui giocare. Poi lo si rispedisce indietro senza spese e si attende di ricevere il nuovo set prescelto.

Quali sono i vantaggi? Ognuno può condividere le proprie confezioni di mattoncini Lego, che così non finiranno tristemente in cantina, o peggio, nelle discariche. I gestori di Pley garantiscono la massima igiene e sicurezza nell'utilizzo delle costruzioni, poiché i mattoncini vengono lavati molto attentamente e con prodotti ecologici.

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La condivisione dei mattoncini già esistenti permette di risparmiare sulla produzione di nuovi giochi in plastica. Secondo Pley, ciò ha già garantito di evitare il rilascio in atmosfera di 3,9 milioni di libbre di Co2. Chi vuole mettere a disposizione i vecchi mattoncini, riceverà da Pley un buono da 5 dollari da scalare sugli ordini successivi.

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La condivisione dei mattoncini Lego insegna ai più piccoli a trattare bene i giocattoli e ad assicurarsi di non perdere nessun pezzo, altrimenti chi li utilizzerà la volta successiva non potrà avere a disposizione un set completo. Dalla storia di un bambino che aveva troppi giocattoli, sono nate una piattaforma e una start-up di successo, che nel giro di un solo anno è passata da 2 a 23 dipendenti. Merito di un'idea vincente.

Ecco perché condividere - e giocare - ci piace sempre di più.

Marta Albè

Fonte foto: pley.com

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