chiara errani

Tradurre i libri in simboli, per permettere alla figlia di avere una vita normale. È la sfida di Luca Errani, che sta lavorando sul bestseller di J.R.R. Tolkien "Lo Hobbit" per renderlo presto disponibile in versione semplificata e persone disabili. In primis, per sua figlia Chiara, una ragazzina sin da picolissima si esprime e apprende tramite la comunicazione aumentativa e alternativa (Caa).


"La nostra storia con la CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa traduzione dell'inglese Augmentative and Alternative Communication AAC) è iniziata quando Chiara aveva 4 anni. Dopo un percorso di logopedia, abbiamo iniziato a sentire l'esigenza di trovare un modo migliore per comunicare con nostra figlia visto che lei non riusciva a parlare. Non che Chiara non comunicasse, anzi inventava tutti i modi per attirare las nostra attenzione e per esprimere i suoi desideri. Era diventata un'esperta nell'uso del dito indice e nella comunicazione non verbale ma, ... questo non bastava. Il percorso di logopedia era infatti, già da allora, impostato per cercare di stimolare sia una produzione vocale che il desiderio di trovare nuove strategie per interagire con gli altri (venivano fatti giochi di simulazione, ...)", racconta il papà.

Fu così che la logopedista dell'Az. ASL propose alla famiglia di andare a Milano, al Centro Benedetta d'Intino, per vedere se era possibile attivare con Chiara un percorso di CAA. Da allora la CAA è divenuta parte integrante della vita degli Errani. E fra i possibili strumenti che la Comunicazione Aumentativa Alternativa propone proprio i libri in simboli hanno una particolare importanza per il bambino o ragazzo con difficoltà, perché attraverso un codice più accessibile sono in grado di arricchire la sua esperienza, il suo vocabolario e la lettura di ciò che vive, come spiega l'associazione Il Volo.

Negli ultimi anni, si è assistito alla trasformazione dei libri su misura nei cosiddetti "In-book", libri tradotti completamente e fedelmente in simboli, a partire da libri illustrati già esistenti. Ogni simbolo, che corrisponde ad una parola riportata nella pagina, ha bisogno di essere "riquadrato" perché la comprensione e la fruibilità del testo sia più efficace, e la riquadratura diventa così elemento importante di leggibilità per il libro, sia per l'adulto che legge ad alta voce che per il bambino o ragazzo che segue e partecipa alla lettura.

Ad oggi però gli editor simbolici disponibili non consentono una riquadratura automatica e questo spesso genera la necessità di aggiungere manualmente le cornici attorno ad ogni simbolo. Grazie alla collaborazione di Errani è nata, allora, l'applicazione software Symhelper, pensata per velocizzare e semplificare la creazione di pagine con simboli già riquadrati in un formato modificabile, in maniera che autori o genitori possano concentrarsi sull'impaginazione, sulla disposizione dei simboli oppure sull'inserimento di immagini, invece che sull'operazione meccanica di riquadratura dei simboli svolta fino ad ora manualmente.

lo-hobbit-2

L'obiettivo ora è quello di tradurre interamente il classico fantasy. I vari capitoli saranno pubblicati sul blog di Chiara kueta.blogspot.it

Roberta Ragni

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