McKenna at School

Dare aiuto alle persone che ne hanno bisogno, combattendo gli sprechi alimentari. È questa la mission di McKenna Greenleaf Faulk, una bimba statunitense di 13 anni, che ha superato gli ostacoli imposti dalla burocrazia nel suo distretto scolastico per donare cibo ai meno abbienti.


In una recente intervista con TakePart, è lei stessa a spiegarne il motivo: un americano su 6 è a rischio fame, mentre il Paese spreca circa il 40 per cento di tutti gli alimenti commestibili. Se gli americani sprecassero solo il 15 per cento meno cibo, si sfamerebbero 25 milioni di persone, per non parlare di come questo potrebbe aiutare l'ambiente risparmiando 33 milioni di tonnellate di rifiuti che finiscono in discarica.

"Un americano medio spreca circa 13-20 chili di cibo al mese – continua la tredicenne-. Se sprecassimo meno cibo, potremmo nutrire più persone". E 'per questo che lei e alcuni compagni di classe della Thomas Starr King Middle School di Silver Lake, nell'area di Los Angeles, stanno lavorando per ridurre gli sprechi alimentari. Hanno lanciato un'iniziativa nella loro scuola con la speranza di diventare un modello per gliu altri istituti di tutto il paese.

"C'era tutto quel cibo indesiderato alla mensa e abbiamo pensato: perché non prenderlo e regalarlo a qualcuno che ne ha bisogno, come le persone senza fissa dimora del quartiere, a cui può essere utile?", dice la bimba. L'idea, grazie al supporto di un insegnante, è diventata un progetto di sostegno alla comunità, che individua un problema e cerca di risolverlo.

Ma McKenna ha presto imparato che il percorso era pieno di ostacoli. Le è stato detto che un progetto simile era già stato tentato da alcuni studenti del Los Angeles Unified School District. Il loro programma non è andato molto bene, dopo che un senzatetto si è ammalato a causa cibo lasciato a temperatura ambiente e il distretto scolastico è stato citato in giudizio. Ma la bimba non si è arresa davanti al primo no: doveva esserci un modo per far funzionare la sua idea!

Così ha pensato: "perché non un frigorifero? In questo modo il cibo sarebbe mantenuto alla temperatura ideale di 37 gradi, utilizzando dispositivi di raffreddamento anche durante il trasporto". Così McKenna ha superato la burocrazia a livello e ha ottenuto l'autorizzazione per il progetto. Gli studenti hanno raccolto fondi per il frigorifero e hanno ricevuto anche una sovvenzione.

Oggi il cibo che viene inviato a rifugi è quello avanzato dalla mensa che non è mai stato aperto, come latte, banane e anche pizza. "Gli americani non hanno una cultura alimentare perché mangiano di tutto. Pensiamo solo mangiare e mangiare, e compriamo più di quanto possiamo gestire", conclude la saggia ragazzina. Era accaduto anche nell'italianissima Torino nel 2010.

Roberta Ragni

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