Covid-19, il virus mutato dai visoni danesi trasmesso già a 214 persone. Anche in Italia potrebbe esplodere una “bomba”

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Gli allevamenti intensivi di visoni in Italia potrebbero diventare delle bombe Covid-19. La mutazione del virus trovata in Danimarca infatti è stata già trasmessa a 214 persone tanto che il Paese ha raccomandato a chi abita nei pressi degli allevamenti di non uscire di casa.

La Lav aveva denunciato la situazione già qualche giorno fa, sostenendo che almeno 2 focolai di virus nei visoni sono esplosi in Lombardia, dove sono presenti 2 strutture in provincia di Cremona e 1 in provincia di Brescia per un totale di quasi 40.000 visoni. Che – lo ricordiamo – vivono in condizioni assurde solo perché qualcuno vuole ancora le pellicce.

Ma non solo, anche nei mattatoi la situazione è pesantissima: mantenere le distanze è impossibile, e così queste fornaci sono diventate assurde non solo per gli animali, anche per gli operatori. Già nel corso della prima ondata 40 impianti di lavorazione della carne erano stati costretti a chiudere, divenuti dei focolai di infezione, anche in Italia.

Il tutto però era inizialmente passato sotto silenzio, salvo che una situazione analoga in Danimarca ha dato il via ad una vera e propria strage di animali. Sono stati, infatti, abbattuti 2,5 milioni di visoni in 150 allevamenti.

Ora il Paese nordico conferma che la malattia passa all’uomo. Pertanto potrebbeo avvenire anche qui, e nessuno esclude che non possa anche avvenire il passaggio da uomo a uomo (da stanotte, per sicurezza, il Regno Unito obbliga alla quarantena anche coloro che entrano nel Paese dalla Danimarca).

“Varianti di visone del virus sono state rilevate in 214 persone tra 5.102 campioni completamente sequenziati dalla settimana 24 alla settimana 42 – riporta il State Serum Institute, centro di malattie infettive danese riferendosi a dati raccolti a partire dal mese di giugno – Questo è il periodo in cui si è verificata un’epidemia di SARS-CoV-2 tra i visoni”.

Tra i contagiati, 200 vivono nella regione dello Jutland settentrionale (94%) e, nel periodo dei rilevamenti, 535 campioni sono stati sequenziati nello Jutland settentrionale: ciò significa che le varianti di visone sono state rilevate nel 40% dei campioni. Le restanti 14 persone, trovate positive al di fuori dello Jutland settentrionale, fanno parte di un campione di 4.568 sequenziamenti, corrispondenti allo 0,3%.

Ricordiamo che le mutazioni dei virus, che avvengono “senza preavviso”, oltre ad essere potenzialmente più pericolose, possono generare organismi patogeni così diversi da non rispondere alle terapie messe a punto, nonchè mettere in crisi la ricerca per vaccini e altre strategie di prevenzione.

Bene, anzi male. Ora che si fa? Facciamo strage di visoni anche qui, ammesso che serva, oppure forse si mettono al bando ovunque e per sempre queste fabbriche di morte e sofferenza?

Fonti di riferimento: State Serum Institute

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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