Tumori: crescono i casi in Italia. Ecco quelli più diffusi e quelli per cui si muore di più

Diagnosi tumore

Un recente rapporto snocciola i dati dei casi di tumore in Italia. Quello alla mammella è il più diffuso

Oltre 4mila tumori in più solo nel 2017. La diffusione dei casi di cancro in Italia non si arresta, con ben 3,4 milioni di italiani che ad oggi convivono con una simile patologia, con la “solita” differenza: al Nord si muore di tumore meno che al Sud.

Nel complesso, nel nostro Paese sono stati stimati 373.300 nuovi casi di tumore (194.800 uomini e 178.500 donne), con un aumento, in termini assoluti, di 4.300 diagnosi rispetto al 2017.

Sono questi alcuni dei dati che emergono da “I numeri del cancro in Italia 2018“, il censimento ufficiale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica-AIOM, dell’Associazione Italiana Registri Tumori-AIRTUM, di Fondazione AIOM e di PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), arrivato all’ottava edizione.

Il tumore più frequente in Italia è diventato quello della mammella

Complessivamente in Italia ogni giorno circa mille persone ricevono una nuova diagnosi di tumore maligno infiltrante. Escludendo i tumori della cute (non melanomi), negli uomini prevale il tumore della prostata che rappresenta il 18% di tutti i tumori diagnosticati; seguono il tumore del colon-retto (15%), il tumore del polmone (14%), della vescica (11%) e del fegato (5%). Tra le donne il tumore della mammella rappresenta il 29% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (13%), del polmone (8%), della tiroide (6%) e del corpo dell’utero (5%).

L’incidenza dipende, oltre che dal genere, anche dall’età: nei maschi giovani, il tumore più frequente è rappresentato dal cancro del testicolo, raro negli anziani; a seguire melanomi, tumore della tiroide, LNH, tumore del colon-retto. Nella classe 50-69 anni e negli ultrasettantenni il tumore più frequente è quello della prostata, seguono polmone, colon-retto e vescica. Nella classe 50-69 al 5° posto compaiono i tumori delle vie aerodigestive superiori mentre il tumore dello stomaco è appannaggio delle persone molto anziane. Nelle femmine, invece, il cancro della mammella rappresenta la neoplasia più frequente in tutte le classi di età.

5 tumori diagnosticati

Poco più di 3milioni di italiani cittadini vivono dopo la scoperta della malattia (3.368.569, erano 2 milioni e 244 mila nel 2006), il 6%dell’intera popolazione: un dato in costante aumento.

Oggi in Italia il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. Il nostro Paese, se valutato nel complesso, presenta un quadro di sopravvivenza pari o superiore alla media europea, ma, scendendo nel dettaglio regionale, la residenza diventa un determinante prognostico importante che indica una disomogeneità nell’accesso a programmi di diagnosi precoce e a cure di alta qualità, con una discriminazione dei cittadini del Meridione purtroppo ancora presente, sebbene la tendenza sia in miglioramento rispetto al passato.

sopravvivenza

Sopravvivenza

A 5 anni dalla diagnosi è al Nord che si hanno i tassi migliori di sopravvivenza, in particolare nelle prime tre posizioni si collocano Emilia-Romagna, Toscana (56% uomini e 65% donne in entrambe le Regioni) e Veneto (55% e 64%). In coda invece il Sud, con Sicilia (52% uomini e 60% donne), Sardegna (49% e 60%) e Campania (50% e 59%).

sopravvivenza regioni

Il 27% dei pazienti vivi dopo la diagnosi torna ad avere (dopo un periodo di tempo diverso in base al tipo di tumore, al sesso, all’età di insorgenza), la stessa aspettativa di vita della popolazione generale: nel 2010 erano 704.648, nel 2018 sono 909.514, con un incremento del 29%.

Mortalità

Nel 2015 (ultimo anno disponibile) nel nostro Paese sono stati 178.232 i decessi attribuibili al cancro. La prima causa di morte oncologica è costituita dal carcinoma del polmone (33.836 decessi nel 2015), seguito dal colon-retto (18.935), mammella (12.381), pancreas (11.463) e fegato (9.675).

mortalità

Numeri ancora alti e troppe disparità territoriali, che indicano ancora una volta molte nuove sfide: trovare rapidamente terapie più efficaci e riuscire a soddisfare i bisogni di pazienti sempre più numerosi. E non solo: le chiavi di volta rimangono senza dubbio la prevenzione, tramite test di screening regolari, e l’informazione.

Sappiate, per esempio, che per il tumore della mammella, per esempio, la mammografia è il metodo attualmente più efficace per la diagnosi precoce ed è consigliata, con cadenza annuale, a tutte le donne dopo i 50 anni (ci sono, a tale scopo, esenzioni ticket da regione a regione). Così come per il tumore della cervice uterina, è consigliabile il pap-test almeno ogni tre anni per le donne di età tra 25 e 64 anni, mentre per il tumore del colon-retto un test per la ricerca del sangue occulto fecale per uomini e donne tra 50 e 69 anni.

Prevenire è meglio che curare!

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