Tumori infantili: crescono del 9% nei bimbi che vivono vicino ai siti inquinati

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Tumori maligni in aumento del 9% nei bambini e nei ragazzi che vivono nei siti contaminati italiani. Da Taranto a Gela, solo per citare i più noti, ci si ammala e si muore di più. Lo rivela il nuovo studio Sentieri dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il dossier è stato presentato in via preliminare il 12 giugno scorso presso il Ministero della Salute durante il workshop “Un sistema permanente di sorveglianza epidemiologica nei siti contaminati”.

Il rapporto Sentieri ha preso in esame 45 Siti di Interesse Nazionale o Regionale (SIN/SIR) presenti in tutta Italia, dalle miniere del Sulcis alle acciaierie dell’Ilva, dalle raffinerie di Gela al Casale Monferrato. Si tratta di siti contaminati da amianto, in cui sorgono raffinerie o industrie chimiche e metallurgiche.

Secondo i ricercatori, vivere in questi luoghi (dove risiedono 6 milioni di italiani) comporta un aumento di tumori maligni del 9% tra 0 e 24 anni. Questo eccesso di incidenza rispetto ai coetanei che vivono in zone considerate ‘non a rischio’ è addirittura pari al 62% per i sarcomi dei tessuti molli, 66% per le leucemie mieloidi acute e del 50% per i linfomi Non-Hodgkin.

Numeri inquietanti che riguardano solo i centri dove è attivo il registro tumori, ossia 28 siti sui 45 presi in esame da Sentieri. Le cifre riguardano inoltre il periodo compreso tra il 2006 e il 2013.

Se si guarda ai ricoveri in ospedale dei più piccoli, lo studio rivela che l’eccesso è del 6-8% di bimbi e ragazzi ricoverati per qualsiasi tipo di malattia rispetto ai loro coetanei residenti in zone non contaminate.

Tra i bambini fino a un anno di vita è stato riscontrato un eccesso di ricoverati del 3% per patologie di origine perinatale rispetto ai coetanei che vivono altrove. E un eccesso compreso tra l’8 e il 16% per le malattie respiratorie acute ed asma tra i bambini e i giovani.

“L’eccesso di incidenza di patologie oncologiche rispetto alle attese riguarda anche i giovani tra 20 e 29 anni residenti nei cosiddetti Siti di Interesse Nazionale, tra i quali si riscontra un eccesso del 50% di linfomi Non-Hodgkin e del 36% di tumori del testicolo” ha detto ad Ansa Ivano Iavarone, primo ricercatore Iss e direttore del centro collaborativo OMS Ambiente e salute nei siti contaminati. “Nonostante la maggiore vulnerabilità dei bambini agli inquinanti ambientali e l’aumento dell’incidenza dei tumori pediatrici nei paesi industrializzati, l’eziologia (le cause, NdR) della maggior parte delle neoplasie nei bambini è per lo più ancora sconosciuta”.

Per questo è molto importante portare avanti la “sorveglianza epidemiologica nelle aree contaminate”.

Lo studio ha rivelato inoltre che tra gli adulti il rischio di morte è del 4-5% più alto rispetto a quello della popolazione generale. In 8 anni, i morti sono stati 11.992 persone, di cui 5.285 per tumori e 3.632 per malattie dell’apparato cardiocircolatorio.

Numeri che fanno rabbrividire.

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Francesca Mancuso

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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